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Cristallo esplosivo

A 300 anni dalla sua scoperta è stata trovata la struttura del fulminato di mercurio, o isocianato di mercurio, un composto usato come detonatore per diversi esplosivi, fra cui la dinamite. La ricerca, opera di chimici tedeschi dell’Università Ludwing-Maximilians di Monaco, è stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista Zaac – Journal of Inorganic and General Chemistry.

Le prime ricerche sulla struttura cristallina del fulminato risalgono al 1931. Nel recente lavoro condotto dagli scienziati tedeschi, Wolfgang Beck, Thomas M. Klapötke e il loro team hanno utilizzato l’irradiazione di un singolo cristallo con i raggi X. La diffrazione dei raggi risultante ha permesso ai ricercatori di calcolare in modo preciso e dettagliato la posizione di ciascun atomo nel reticolo cristallino e la loro distanza. È risultato che il reticolo caratteristico ha struttura ortorombica e il cristallo consiste di molecole separate di isocianato di mercurio (Hg(CNO)2) in cui ciascun atomo di mercurio è circondato da due atomi di carbonio. “In più, possiamo affermare senza dubbi che le molecole nel cristallo assumono una forma quasi lineare. Non sono legate tra loro e ogni atomo di mercurio non è legato ai due atomi di ossigeno come qualcuno sostiene ancora”, ha affermato Beck.

Il fulminato di mercurio è un composto molto sensibile alle scintille, all’attrito e agli urti. Nell’esplosione, la sua struttura si decompone rilasciando mercurio, monossido di carbonio e azoto. Questa polvere esplosiva è stata estesamente utilizzata. Nel XVII secolo i chimici conoscevano già la pericolosità della miscela di etanolo “spiritus vini” e mercurio in acido nitrico “aqua fortis”. Nel 1799, il chimico inglese Edward Howard era riuscito, per caso, a isolare il composto. Mentre Alfred Nobel scoprì la trasmissione della detonazione dal fulminato alla nitroglicerina. Infine, nella sola Germania, la produzione annuale di fulminato di mercurio nei primi anni del secolo scorso è stata di circa 100mila chilogrammi. (s.m.)

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