Il viagra del futuro? Il veleno del ragno delle banane

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Il ragno delle banane è una delle specie più pericolose al mondo. È estremamente aggressivo, e il suo morso inietta un potente veleno, capace di uccidere rapidamente anche un uomo adulto. Tra gli effetti tossici di questa tossina, inoltre, ce n’è anche uno abbastanza peculiare: il priapismo, ovvero lunghissime, dolorose e indesiderate erezioni. Non è forse un caso, quindi, se il ragno delle banane in futuro potrebbe rivelarsi un’importante arma in più nella lotta alla disfunzione erettile. A suggerirlo è uno studio appena pubblicato sulle pagine di Journal of Sexual Medicine dai ricercatori dell’Università Federale di Minas Gerais, in Brasile, secondo i quali le sostanze chimiche presenti nel veleno prodotto da questa specie potrebbero trasformarsi in futuro in un nuovo viagra, potenzialmente efficace e sicuro persino dell’originale.

Il veleno del ragno

Il ragno delle banane, anche detto ragno vagante brasiliano o Phoneutria nigriventer, prende il suo nome proprio dal fatto che vive nascosto tra i caschi di questi frutti tropicali, nelle foreste e nelle zone umide del Sud America e dell’America centrale. Oltre ad essere considerato uno dei ragni più pericolosi al mondo, presenta una caratteristica molto peculiare: le tossine contenute nel suo veleno causano nella preda una perdita di controllo muscolare, tachicardia, paralisi e asfissia.

Ma non solo: negli uomini il veleno provoca erezioni che possono durare fino a 4 ore. Fenomeno che viene chiamato priapismo, ovvero un’erezione persistente involontaria e anomala, spesso dolorosa, dei corpi cavernosi del pene, ovvero regioni con struttura spugnosa che contiene il sangue durante l’erezione. Studi precedenti hanno identificato che il responsabile è una proteina, chiamata PnTx2-6, che si è dimostrato in grado di restituire la virilità a un gruppo di topi affetti da disfunzione erettile.

Un nuovo composto

Per superare l’elevata tossicità della tossina del ragno delle banane, gli autori del nuovo studio hanno creato una versione sintetica di uno dei peptidi che la costituiscono, nella speranza che il composto avesse la stessa efficacia dell’originale, ma con meno effetti collaterali. Il nuovo principio attivo è stato ribattezzato dai suoi creatori PnPP-19, ed è stato sperimentato in formulazione gel su topi e ratti affetti da diabete, ipertensione e disfunzione erettile. In questo modo, il team di ricercatori ha scoperto che il composto è in grado di ripristinare le normali capacità di erezione quando applicato localmente sui genitali. PnPP-19, riferiscono i ricercatori, agisce aumentando la produzione di ossido nitrico, responsabile della dilatazione i vasi sanguigni e quindi dell’aumento del flusso sanguigno fondamentale per l’erezione.

Dalle analisi effettuate, inoltre, PnPP-19 non sembra causare effetti collaterali, e potrebbe essere in grado di potenziare l’effetto del sildenafil, il principio attivo del Viagra, candidandosi come potenziale terapia combinata per i pazienti che non rispondono ai trattamenti attualmente disponibili. Secondo i suoi creatori, PnPP-19 potrebbero diventare in futuro “un’alternativa promettente, sicura ed efficace per il trattamento della disfunzione erettile”, soprattutto per gli uomini in cui altri farmaci non hanno avuto successo. 

Riferimenti: Journal of Sexual Medicine

Credits immagine: Techuser/Wikimedia Commons

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