Ecco cos’è la strana sostanza gelatinosa trovata sulla Luna

sostanza
(Foto via Pixabay)

La strana sostanza gelatinosa che il rover Yutu-2 della missione spaziale cinese Chang’e-4 ha trovato sulla Luna non sarebbe poi così strana. Il sito cinese Our Space ha pubblicato altre immagini del luccicante materiale misterioso, che non lo fanno sembrare molto diverso dai frammenti di vetro nero rinvenuti dalla Nasa durante la missione Apollo 17 nel 1972.

A fine agosto, a distanza di qualche mese dal suo allunaggio sul lato nascosto della Luna, il rover Yutu-2 stava per entrare in letargo per evitare di rovinare i delicati strumenti (la notte lunare di due settimane stava per cominciare e le temperature sarebbero scese fino a -190°C), quando ad un tratto, al centro di un modesto cratere, la sua telecamera principale inquadra qualche cosa che attira l’attenzione degli scienziati cinesi: una sostanza strana, sbrilluccicante, che i media asiatici definiscono “jiao zhuang wu”, traducibile come gelatinosa.

Proprio le scarse informazioni e questa bizzarra descrizione attirano l’attenzione del mondo. Che sarà mai? Già a settembre – e poi dopo la diffusione delle prime immagini a bassa risoluzione – qualcuno aveva ipotizzato che in realtà potesse trattarsi di una sorta di vetro incastonato in un minerale scuro, probabilmente originati dall’energia dell’impatto di un meteorite col suolo lunare.

A rafforzare questa prima impressione arrivano ora altre foto da Yuzu-2 che finalmente sembra essere riuscito ad avvicinarsi alla misteriosa sostanza. Nelle nuove immagini si vede in mezzo al cratere lunare del materiale più scuro rispetto al suolo circostante, con dei puntini luminosi.

Dan Moriarty del Goddard Space Flight Center della Nasa ha provato ad analizzare le immagini alla ricerca di indizi sulla natura del materiale. Sebbene si tratti di foto compresse e dunque mancanti di informazioni che sarebbero state reperibili in un’immagine non elaborata in precedenza, lo scienziato ritiene di poter dire che la strana sostanza, alla fine, non è nulla che già non conoscessimo.

“La forma dei frammenti appare abbastanza simile a quella di altri materiali nella zona. Ciò ci dice che questo materiale ha una storia simile a quella dell’ambiente circostante”, ha affermato Moriarty a Space.com. “Penso che l’informazioni più affidabile qui sia che il materiale è relativamente scuro. Incorporata in frammenti più grandi e più scuri, sembra che la sostanza sia più luminosa, ma c’è la possibilità che la luce brilli su una superficie liscia”, ha aggiunto, suggerendo dunque che si tratti di materiale dalla composizione eterogenea.

“Sicuramente – conclude – stiamo guardando un sasso”.

In assenza di ulteriori informazioni, per la Nasa è plausibile che si tratti di materiale simile a quello del campione 70019raccolto dagli astronauti statunitensi durante la missione Apollo 17 nel 1972: frammenti minerali scuri in cui si trova incastonato del vetro nero lucido, frutto di violenti impatti tra il nostro satellite e qualche meteorite.

Via: Wired.it

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