Nell’Era glaciale le carie si curavano così

dentisti
(Credit: American Journal of Physical Anthropology (2017). DOI: 10.1002/ajpa.23216)
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(Credit: American Journal of Physical Anthropology (2017). DOI: 10.1002/ajpa.23216)

Anche i nostri antenati preistorici cercavano di combattere le carie rimuovendo i tessuti danneggiati e riempiendo le cavità con rudimentali otturazioni. Finora, le otturazioni più antiche, risalenti a 9000 anni fa, erano state ritrovate in Pakistan e si pensava che la tecnica della trapanazione dentale fosse nata nel Neolitico. Invece, in un sito paleolitico di Riparo Fredian, nei pressi di Lucca, un gruppo di ricercatori italiani, in collaborazione con studiosi americani e irlandesi, ha scoperto tracce di perforazioni dentali molto più antiche. I risultati dello studio, pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology, retrodatano di 4000 anni i primi esempi di cure odontoiatriche, facendoli risalire a 13000 anni fa.

A Riparo Fredian gli scienziati hanno ritrovato denti attribuiti a 6 diversi individui di età differenti. Gli incisivi dell’antenato ribattezzato Fredian 5 si sono rivelati particolarmente interessanti: presentano infatti dei fori, regolari e profondi, verosimilmente prodotti per rimuovere tessuto cariato. Inoltre, all’interno delle cavità sono state trovate tracce di materiale misto usato per riempire le aree in cui la polpa del dente è stata rimossa.

Per essere certi che non si trattasse di perforazioni accidentali, causate ad esempio all’uso dei denti come strumenti, ma di una primitiva tecnica dentistica, i ricercatori hanno combinato diverse metodologie di indagine – dalla microscopia elettronica a scansione alla tomografia a raggi X – che hanno permesso loro di osservare in dettaglio le incisioni sulle pareti interne della cavità dentaria e di identificare, almeno parzialmente, i residui organici e inorganici presenti all’interno.

La regolarità dei graffi e la forma circolare delle cavità lascia supporre che i fori siano stati ottenuti con l’uso, intenzionale, di strumenti. Il materiale utilizzato per riempirli invece è risultato essere composto da fibre vegetali, peli e bitume. Ma se i frammenti vegetali e i capelli potrebbero essere rimasti “intrappolati” accidentalmente nelle cavità, la presenza di bitume all’interno del dente non può essere casuale. L’ipotesi ritenuta più probabile è dunque quella di una finalità terapeutica: per alleviare il dolore provocato dalle carie e limitarne l’entità, il dentista preistorico asportava la parte malata del dente e successivamente riempiva il vuoto con un materiale protettivo. Una tecnica concettualmente simile alle moderne otturazioni.

Segni di interventi per eliminare delle carie erano stati riscontrati su denti di 14000 anni fa. ritrovati in un altro sito preistorico italiano, quello veneto di Villabruna. In quel caso tuttavia il tessuto danneggiato era stato rimosso per sollevamento, non attraverso la perforazione. Gli incisivi di Fredian 5 sono dunque il più antico esempio di questo tipo di intervento, forse la traccia lasciata dal primo dentista nella storia dell’umanità.

Riferimenti: American Journal of Physical Anthropology

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