Eta Aquaridi, arrivano le stelle cadenti di maggio

eta Aquaridi

Brillanti, veloci e colorate. Stiamo parlando delle Eta Aquaridi, le stelle cadenti che stanno arrivando nei cieli notturni di maggio. Si esibiranno nel cuore della notte fra il 5 e il 7 maggio prossimi, con un massimo nella notte del 6 maggio. A ricordare l’appuntamento è l’Unione Astrofili Italiani (Uai), che spiega quando provare ad osservarle. Già, perché non è semplice vederle (certamente non come durante la notte di San Lorenzo), ma se si sceglie il giorno e l’orario migliore si può riuscire a cogliere il loro spettacolo anche nei nostri cieli.

Eta Aquaridi, da dove viene il loro nome

Le eta Aquaridi sono meteore che appartengono a uno degli sciami più intensi dell’anno e che trae origine dalla cometa di Halley. Il nome eta Aquaridi viene dal radiante, ovvero dal punto – che non è fisso, ma si muove di giorno in giorno – da da cui sembrano provenire. Questo punto si trova vicino alla stella η Aquarii nella costellazione dell’Acquario. Le eta Aquaridi sono “veloci, colorate e luminose, spesso con scia persistente”, spiega l’Uai in una nota. Anche se sono meno visibili di altre stelle cadenti, ad esempio delle Geminidi.

Eta Aquaridi, quando vederle

Il loro radiante, infatti, alle nostre latitudini si trova basso sull’orizzonte e per questo anche il numero di meteore rimane contenuto. In generale, lo sciame è più attivo dal 3 al 10 maggio e il maggior numero di meteore è concentrato il 5, 6 e 7 maggio. Per riuscire a vederle il momento migliore è sicuramente la notte del 6 maggio, dalle 2 a.m. in poi, fino all’alba, come spiegano gli esperti dell’Uai in un documento. La visibilità, inoltre, è maggiore nei cieli dell’Italia meridionale, mentre diminuisce mano a mano che si sale a nord. In ogni caso, la sfida è aperta e chi avrà pazienza e sceglierà l’orario migliore potrà riuscire in questa piccola impresa.

Anche la Luna può favorire o rendere complessa la loro osservazione. Nel 2005 e nel 2012, ad esempio, il novilunio ha reso più facile poterle vedere, mentre nel 2012 il plenilunio ha complicato le cose. Quest’anno siamo fortunati, sempre secondo l’Uai, dato che la totale assenza del disturbo della Luna (siamo in plenilunio) ci aiuterà a osservarle.

Se dal nostro emisfero è possibile osservarle soltanto in una finestra ristretta di tempo, in quello australe le eta Acquaridi danno il meglio di sé: qui il numero di meteore è di circa 35 all’ora per diversi giorni, con un picco acuto per poche ore. Questo avviene perché alle latitudini australi il radiante si trova quasi perpendicolare all’osservatore e dunque la visibilità è favorita.

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