Stelle cadenti: come nascono e quando si possono vedere

stelle cadenti

Quello delle stelle cadenti è uno spettacolo notturno che ciclicamente torna ad affascinarci, quando la Terra attraversa sciami di detriti rocciosi e di ghiaccio sparsi nel Sistema solare. Lunedì 6 maggio sarà la volta dello sciame delle Eta Aquaridi. Per ammirarle bisogna cercare un luogo non illuminato, lontano dalla città, dove l’inquinamento luminoso è troppo intenso. Ma prima di tutto dobbiamo sapere in quali momenti dell’anno è possibile godersi lo spettacolo delle stelle cadenti.

Quanti nomi per le stelle cadenti

Anzitutto, stelle cadenti è la parola comune con cui chiamiamo le scie luminose causate dall’ingresso di detriti spaziali nell’atmosfera terrestre. Ma questi detriti vaganti, grandi come sassi o, più spesso, come granelli di sabbia, si chiamano più propriamente meteore. Per essere ancora più precisi, sono detti meteoroidi mentre viaggiano indisturbati e meteore quando i meteoroidi entrano in collisione con l’atmosfera terrestre. Se, entrando nell’atmosfera originano una scia particolarmente luminosa, superiore a quella di qualsiasi stella nel cielo notturno, allora si chiamano bolidi. Infine, se riescono a raggiungere il suolo terrestre vengono chiamati meteoriti. La cosa importante, in ogni caso, è non confonderli con gli asteroidi, ché sono ben più grossi e, se incontrassero la terra, sarebbero molto più preoccupanti.

Tutti i colori delle meteore

Se potessimo rincorrere una meteora nella sua splendida ed effimera discesa, vedremmo qualcosa di simile a un piccolo frammento, un proiettile o un granello, sparato ad alta velocità: tra i 10 e i 70 km al secondo, a seconda del tipo di sciame e della direzione della loro orbita. Scontrandosi con l’atmosfera terrestre, il granello per attrito si surriscalda oltre i 2000 gradi e la sua materia progressivamente sublima, cioè si volatilizza. A quel punto vedreste la minuscola pietruzza avvolta e seguita da una coda di plasma di gas atmosferici ionizzati. Il colore di questa scia dipende soprattutto dagli atomi eccitati dell’atmosfera e dalla composizione chimica della roccia, cioè dagli elementi che sublimano: atomi di sodio danno una luce giallo-arancio, il ferro gialla, il magnesio verde-blu, mentre gli atomi dell’azoto e dell’ossigeno atmosferici colorano di rosso il fenomeno. Il vostro granello brillerà fino alla sua completa dissoluzione – a meno che non fosse abbastanza grosso da esplodere sopra le vostre teste e da scagliare frammenti fino a terra.

Come nasce uno sciame?

Queste piccole rocce spaziali incontrano in continuazione l’orbita della Terra. Ma, come sappiamo, in alcuni periodi se ne vedono molte di più. Accade quando la Terra incontra sulla sua orbita i detriti delle scie di comete che si consumano avvicinandosi al Sole. Quando la cometa si allontana verso luoghi remoti del nostro Sistema solare, i detriti restano indietro e orbitano più vicini al Sole e a noi. Ogni anno il nostro pianeta incrocia le orbite di questi ammassi di detriti, con traiettorie diverse. E a noi che stiamo ben piantati a terra sembrano provenire da un punto nel cielo, chiamato radiante, spesso in corrispondenza di una costellazione, da cui dunque prendono il nome.

San Lorenzo, notte delle Perseidi

D’un pianto di stelle lo inondi/ quest’atomo opaco del Male!“, scriveva Pascoli in una drammatica elegia dal titolo X agosto. Le stelle cadenti per eccellenza sono di certo quelle del 10 agosto, la notte di San Lorenzo. Quando l’annata è generosa se ne possono vedere persino 100 in un’ora, ma bisogna saperle cercare: le stelle di San Lorenzo si chiamano Perseidi e sulla volta notturna arrivano dalla costellazione di Perseo. Bisogna dunque orientarsi verso Nord-est per osservarle al meglio. Le Perseidi sono uno sciame meteorico che incontra il percorso della Terra da fine luglio fino al 20 agosto. Oggi il picco di stelle cadenti è tra il 12 e il 13 agosto, ma si è calcolato che un tempo cadesse proprio la notte di San Lorenzo, rimasta per tradizione la notte in cui alzare gli occhi al cielo. L’arrivo delle Perseidi, d’altronde, è un fenomeno noto fin dall’antichità. In epoca romana, per esempio, accompagnava le festività a Priapo, dio della fertilità: le stelle cadenti erano simbolicamente lo sperma del dio che fecondava la terra. A creare questo sciame meteorico è stata la cometa Swift-Tuttle (il cui prossimo passaggio vicino al Sole sarà nel 2126), come ha dimostrato, per primo, l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli nel 1862.

Le altre stelle cadenti

Anche se sono le più note, le Perseidi non sono il solo sciame a dare spettacolo per i terrestri. In autunno, attorno al 17 novembre, se puntiamo gli occhi verso la costellazione del Leone possiamo incontrare le figlie della cometa Tempel-Tuttle: le Leonidi. Uno sciame che in passato è stato responsabile di spettacolari tempeste meteoriche, con un tasso di frequenza superiore a mille meteore all’ora. Ma ciò può verificarsi solo quando la cometa Tempel-Tuttle completa un’orbita attorno al Sole, ogni 33 anni (per la prossima bisogna aspettare il 2032).

Appena un mese dopo è quindi tempo delle Geminidi, osservabili per le prime tre settimane di dicembre, con un picco tra il 13 e il 14 dicembre. Queste stelle cadenti sono i detriti dell’asteroide 3200 Phaeton. E pazientando ancora un altro po’, arriva quindi il momento delle Quadrantidi, anche loro generate da un asteroide, che possiamo osservare tra il 1 e il 5 gennaio, con un picco il 3 gennaio. Questi sono solo alcuni, i più visibili, tra gli sciami di meteore che colpiscono l’atmosfera terrestre.

Non perdete le Eta Aquaridi

In questo momento dell’anno, inoltre, ci avviciniamo allo sciame delle Eta Aquaridi, che incontra la terra tra il 3 e il 10 maggio. Ha ascendenze nobili: i detriti provengono infatti dalla celebre cometa di Halley. Il nome Eta Aquaridi deriva dalla stella η Aquarii nella costellazione dell’Acquario, da dove sembrano provenire sulla volta celeste. Questo radiante è basso sull’orizzonte ed ecco perché nel nostro emisfero sono visibili in una ristretta finestra di tempo. Quest’anno il momento migliore sarà la notte del 6 maggio, dalle 2 di notte fino all’alba. Siamo inoltre fortunati, ci troviamo in novilunio e ciò renderà più facile l’osservazione per la maggiore oscurità del cielo notturno (per sapere di più su come ammirare le Eta Aquaridi, leggi qua). Tuttavia, se vi trovaste in Australia, dove cadono quasi perpendicolari, ne potreste osservare 35 all’ora per diversi giorni.

Come fotografare le stelle cadenti

Effimere come sono, le stelle cadenti non si possono fotografare con un telefono cellulare. Sono infatti troppo rapide e poco luminose per essere colte dagli occhi grossolani della maggioranza dei vostri smartphone. Per catturarne il passaggio è il caso di attrezzarsi con una macchina fotografica e di posizionarsi con un cavalletto in un punto buio, lontano da fonti di inquinamento luminoso e da luci diffuse. Il diaframma va aperto al massimo, i tempi di esposizione devono essere lunghi e sensibilità ISO molta alta, a seconda delle possibilità dell’apparecchio per evitare rumore nell’immagine. A quel punto non dimenticatevi di puntare verso il radiante, il punto da cui provengono, e mettete a fuoco. Se invece non avete una buona camera e un cavalletto decente, tanto meglio: evitate di distrarvi col telefono e godetevi lo spettacolo.

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