Vedere le stelle cadenti, una guida per tutte le stagioni

stelle cadenti

Quello delle stelle cadenti è uno spettacolo notturno che ciclicamente torna ad affascinarci, quando la Terra attraversa sciami di detriti rocciosi e di ghiaccio sparsi nel Sistema solare. Le più popolari sono quelle estive, visibili nella notte di San Lorenzo, ma anche in altre stagioni c’è modo di ammirarle. Meteo permettendo, s’intende, ma non solo. Bisogna anche cercare un luogo non illuminato, lontano dalla città, dove l’inquinamento luminoso è troppo intenso e impedisce la visione notturna del cielo stellato. Aspettando l’occasione giusta, ecco cosa c’è da sapere per godersi al meglio lo spettacolo.

Cosa sono le stelle cadenti

Quelle che chiamiamo stelle cadenti sono in realtà sciami di detriti spaziali che, attraversando l’atmosfera terrestre, a causa dell’attrito si surriscaldano e bruciano, emettendo così radiazioni nel visibile. Per questo motivo a un osservatore terrestre appaiono come scie luminose. Questi detriti vaganti possono essere grandi come sassi o, più spesso, come granelli di sabbia e nell’impatto con l’atmosfera possono raggiungere i 2500 K prima di iniziare a dissolversi, originando il caratteristico fenomeno luminoso.

I detriti spaziali in generale possono essere frammenti di comete o di asteroidi o di altri corpi celesti. Quando hanno dimensioni limitate, come nel caso delle stelle cadenti, si chiamano meteoroidi finché viaggiano nello spazio, meteore quando entrano nell’atmosfera terrestre e meteoriti quando toccano Terra. Se attraversando l’atmosfera originano una scia particolarmente luminosa, superiore a quella di qualsiasi stella nel cielo notturno, allora si chiamano bolidi. Ma non si devono confondere con gli asteroidi, che sono ben più grossi e il cui impatto nell’atmosfera e sulla Terra sarebbe certamente catastrofico, nell’immediato e anche a lunga scadenza (pensiamo al destino dei dinosauri, la cui scomparsa sembrerebbe legata all’impatto di un asteroide).

Meteore di tutti i colori

Nella sua splendida ed effimera discesa, una meteora viaggia ad altissima velocità: tra i 10 e i 70 km al secondo, a seconda del tipo di sciame e della direzione della loro orbita. Scontrandosi con l’atmosfera terrestre, il frammento per attrito si surriscalda e inizia a consumarsi, inizialmente, per sublimazione, poi per ablazione dovuta all’attrito. In questa fase, la meteora è avvolta da gas ionizzati che formano anche una lunga coda di plasma, il cui colore varia in base alla composizione chimica, cioè agli elementi nel frammento di roccia che sublimano: il ferro dà una colorazione gialla, il sodio giallo-arancio, il magnesio verde-blu mentre azoto e ossigeno atmosferici colorano di rosso. Le meteore brillano fino alla completa dissoluzione o, se abbastanza abbastanza grosse, esplodono scagliando frammenti che possono raggiungere il suolo.

Il calendario delle stelle cadenti

Ormai non ci si fa più molto caso ma piccoli frammenti di rocce spaziali incontrano in continuazione l’orbita della Terra. Ci sono però appuntamenti “canonici”, determinati periodi dell’anno in cui se ne vedono molte di più. Questo accade quando la Terra incontra sulla sua orbita frammenti e polveri di comete (nella maggior parte dei casi), rimasti indietro, più vicini al Sole e alla Terra. Ogni anno il pianeta incrocia più volte le orbite di questi ammassi di detriti, con traiettorie diverse, generando sciami meteorici che poi prendono il nome dalla costellazione più vicina al radiante, il punto nel cielo da cui le stelle cadenti sembrano arrivare.

Notte di San Lorenzo, l’appuntamento estivo con le stelle cadenti

D’un pianto di stelle lo inondi/ quest’atomo opaco del Male!“, scriveva Pascoli nella celebre, drammatica elegia X agosto, data in cui si si manifestano le stelle cadenti più famose: quelle della notte di San Lorenzo, il 10 agosto, appunto, che prendono il nome dalla costellazione di Perseo. Per vederle, quindi, bisogna orientarsi verso Nord-est: nelle annate buone se ne possono contare fino a 100 in un’ora. Lo sciame meteorico delle Perseidi incontra il percorso della Terra tra fine luglio e il 20 agosto. Oggi il picco di stelle cadenti è tra il 12 e il 13 agosto, ma si è calcolato che un tempo cadesse proprio la notte di San Lorenzo, rimasta per tradizione la notte in cui alzare gli occhi al cielo.

L’arrivo delle Perseidi, d’altronde, è un fenomeno noto fin dall’antichità. In epoca romana, per esempio, accompagnava le festività a Priapo, dio della fertilità: le stelle cadenti erano considerate lo sperma del dio che fecondava la terra. Oggi sappiamo che si tratta di detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle (il cui prossimo passaggio vicino al Sole sarà nel 2126) grazie all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli che ne determinò l’origine nel 1862.

Stelle cadenti d’autunno e d’inverno

Favorite anche dalla stagione estiva, le Perseidi sono le stelle cadenti più popolari, ma non certo le sole. In autunno, attorno al 17 novembre, se si volge lo sguardo verso la costellazione del Leone possiamo incontrare le figlie della cometa Tempel-Tuttle. Le Leonidi occasionalmente, possono essere anche più vistose, dando origine a spettacolari tempeste meteoriche, con un tasso di frequenza superiore a mille meteore all’ora. Ma ciò può verificarsi solo quando la cometa Tempel-Tuttle completa un’orbita attorno al Sole, ogni 33 anni (per la prossima bisogna aspettare il 2032).

Appena un mese dopo è quindi tempo delle Geminidi, osservabili per le prime tre settimane di dicembre, con un picco tra il 13 e il 14 del mese. In questo caso, i detriti che originano le stelle cadenti provengono dall’asteroide 3200 Phaeton. E solo un paio di settimane dopo è il momento delle Quadrantidi, anche loro generate da un asteroide, visibili tra il 1 e il 5 gennaio, con un picco il 3 gennaio. ma questi sono solo alcuni, i più visibili, tra gli sciami di meteore che colpiscono l’atmosfera terrestre.

Eta Aquaridi, una pioggia di stelle primaverile

In questo momento dell’anno, inoltre, ci avviciniamo allo sciame delle Eta Aquaridi, che incontra la terra tra il 3 e il 10 maggio. Ha ascendenze nobili: i detriti provengono infatti dalla celebre cometa di Halley. Il nome Eta Aquaridi deriva dalla stella η Aquarii nella costellazione dell’Acquario, da dove sembrano provenire sulla volta celeste. Questo radiante è basso sull’orizzonte ed ecco perché nel nostro emisfero sono visibili in una ristretta finestra di tempo. Quest’anno il momento migliore sarà la notte del 6 maggio, dalle 2 di notte fino all’alba. Siamo inoltre fortunati, ci troviamo in novilunio e ciò renderà più facile l’osservazione per la maggiore oscurità del cielo notturno (per sapere di più su come ammirare le Eta Aquaridi, leggi qua). Tuttavia, se vi trovaste in Australia, dove cadono quasi perpendicolari, ne potreste osservare 35 all’ora per diversi giorni.

Come si fotografano le stelle cadenti

Effimere come sono, le stelle cadenti non si possono fotografare con un telefono cellulare. Sono infatti troppo rapide e poco luminose per essere colte dagli occhi grossolani della maggioranza dei vostri smartphone. Per catturarne il passaggio è il caso di attrezzarsi con una macchina fotografica e di posizionarsi con un cavalletto in un punto buio, lontano da fonti di inquinamento luminoso e da luci diffuse. Il diaframma va aperto al massimo, i tempi di esposizione devono essere lunghi e sensibilità ISO molta alta, a seconda delle possibilità dell’apparecchio per evitare rumore nell’immagine. A quel punto non dimenticatevi di puntare verso il radiante, il punto da cui provengono, e mettete a fuoco. Se invece non avete una buona camera e un cavalletto decente, tanto meglio: evitate di distrarvi col telefono e godetevi lo spettacolo.

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