Maschi e femmine hanno una diversa propensione al rischio? Sì, per educazione

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(Foto via Pixabay)

Femmine timorose, maschi temerari. Da tempo il sesso femminile si porta dietro l’aggettivo debole, contrapponendosi a quello forte maschile, sottintendendo anche una scarsa propensione al rischio da parte delle donne rispetto agli uomini, nella carriera come nella vita privata. Un fattore messo in luce da diversi studi e che alcuni legano anche alle differenze di stipendio, a parità di lavoro, ancora esistenti tra maschi e femmine. Ma quanto possiamo considerare questa propensione innata e quanto un prodotto dell’educazione e della cultura? Queste differenze di genere si basano su un fatto biologico o sono conseguenza di un modello culturale, di uno stereotipo duro a morire? A cosa è dovuto questo gender gap? Uno studio, pubblicato su Pnas, mostra che effettivamente sono proprio cultura ed educazione a plasmare la propensione al rischio e che, almeno nei bambini, è possibile influenzare questi atteggiamenti.

Maschi e femmine da culture diverse

Elaine M. Liu e Sharon Xuejing Zuo, rispettivamente dell’Università di Houston e della Fudan University di Shangai, hanno studiato l’evoluzione di questo comportamento in circa 500 studenti- dalle elementari alle medie – di una scuola nella provincia dello Yunnan, in Cina, appartenenti a comunità diverse: una matriarcale (Mosuo) e una patriarcale (Han). Tra i Mosuo, per esempio, sono le donne ad aver ruoli leader nella politica, nelle scelte economiche e nell’educazione dei figli. I

Per osservare il comportamento dei ragazzi, le ricercatrici hanno coinvolto i ragazzi in una lotteria a scelta binaria e con diversa possibilità di vincita: da premi identici per entrambe le scelte all’alternativa “vincita o nessun premio”. Gli esperimenti sono stati costruiti in modo che i bambini meno propensi al rischio scegliessero l’opzione più sicura (vincita equivalente per ogni scelta), mentre i più rischiosi tentassero la sorte con le lotterie per massimizzare la vincita, ammettendo l’opzione anche di non poter guadagnare nulla. I premi in denaro erano ridotti e a portata di bambino, tali per cui con l’equivalente della vincita si potessero acquistare quaderni o ghiaccioli.

La propensione al rischio è influenzata dalla maggioranza

Inizialmente, hanno osservato le ricercatrici, tra i bambini Mosuo le femmine erano più propense al rischio rispetto ai maschi, al contrario che tra i bambini Han, dove i maschi erano più temerari delle compagne. Ma con il tempo, le differenze tra le bambine Mosuo, più propense al rischio e quelle quelle Han, prudenti, si sono ridotte. Stando insieme, scrivono Liu e Zuo, gli atteggiamenti delle bambine: le prime diventavano meno temerarie, le seconde di più. Non è chiaro, ammettono le ricercatrici, quanto questi cambiamenti si mantengano nel tempo. “Dopo aver passato del tempo in un ambiente a preponderanza Han – si legge nel paper – i bambini Mosuo hanno adottato le preferenze di rischio della maggioranza. Questo sembra proprio dimostrare che l’atteggiamento nei confronti del rischio sia plasmato dalla cultura e possa mutare in base al contesto sociale”.

Riferimenti: Pnas

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