Un test per la fertilità maschile su smartphone

fertilità
(Credit: Vignesh Natarajan)
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Semplicità di utilizzo e costi contenuti sono due degli ingredienti di successo di una buona idea. Un’idea come quella dei ricercatori del Brigham and Women’s Hospital (Bwh) e del Massachusetts General Hospital (Mgh), che hanno sviluppato un dispositivo portatile e una app per smartphone per misurare, nella tranquillità e privacy della propria casa, la qualità dello sperma maschile. Si tratta ancora di un prototipo, ma l’accuratezza dello strumento è valsa ai suoi inventori la pubblicazione sulle pagine della rivista Science Translational Medicine.

“Volevamo ottenere una soluzione che rendesse il test di fertilità maschile semplice e accessibile come fare un test di gravidanza a casa” rivela Hadi Shafiee, il principale autore dello studio. “Gli uomini sono costretti a fornire campioni del proprio sperma in stanze d’ospedale, una situazione in cui spesso sperimentano stress, imbarazzo, pessimismo e disappunto. I test clinici attuali sono esami di laboratorio, dispendiosi in termini di tempo e soggettivi. Il nostro sistema invece è economico, quantitativo, molto accurato e può analizzare un video di un campione di sperma non trattato in meno di 5 secondi”. Il dispositivo creato da Shafie e colleghi consta di un accessorio ottico a cui connettere il proprio smartphone e un supporto monouso su cui caricare il campione di sperma.

Tale supporto non è altro che un microchip su cui è montato un capillare all’estremità del quale si trova un bulbo di gomma che l’utente dovrà premere per aspirare il campione di sperma attraverso il capillare. Il chip va poi inserito nell’unità ottica e il video del campione verrà elaborato dallo smartphone. L’intero test, spiegano gli autori nell’articolo, prevede sei semplici fasi, dalla raccolta dello sperma all’elaborazione dei risultati tramite la app abbinata al dispositivo. Proprio la app guida la persona attraverso ogni step del test, che i dati preliminari indicano avere un altissimo tasso di successo e di accuratezza (pari al 98%).

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(Credit: Vignesh Natarajan)

Per testare la propria invenzione, i ricercatori americani hanno analizzato 350 campioni di sperma, dimostrando che il dispositivo è in grado di riconoscere campioni considerati anormali in base ai criteri stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità (ossia con una concentrazione di spermatozoi inferiore a 15 milioni/ml e/o una motilità inferiore al 40%). Questi valori sono stati riconfermati anche dalle prove effettuate da 10 volontari, che hanno classificato correttamente 100 campioni di sperma. Poiché privi di qualsiasi preparazione tecnica all’utilizzo del dispositivo, i volontari sono stati i testimoni dell’estrema facilità di utilizzo del nuovo metodo sviluppato.

Nel mondo sono 45 milioni le coppie con problemi nel concepimento e secondo gli autori il nuovo dispositivo aiuterà a monitorare la qualità dello sperma in situazioni di disagio, diminuendo costi e tempi del test, e contribuendo a ridimensionare lo stress per le persone coinvolte. Un’altra situazione in cui questo sistema potrebbe rivelarsi molto utile è la verifica del successo degli interventi di vasectomia: gli uomini che oggi si sottopongono a simili operazioni, infatti, devono poi essere visitati periodicamente dall’urologo per controllare l’esito dell’intervento, ma se il dispositivo venisse approvato dalla Food and Drug Administration il monitoraggio potrebbe avvenire tranquillamente a casa propria. Gli esperti prospettano anche altre possibili applicazioni: da strumento diagnostico nei Paesi in via di sviluppo a sistema di verifica della fertilità degli animali, fino a futuri adattamenti per test sulla saliva e sul sangue.

Riferimenti: Science Translational Medicine

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