HomeAmbienteGhiacciai addio?

Ghiacciai addio?

I ghiacciai si stanno sciogliendo, ormai è noto. La novità è che si sciolgono a velocità sempre maggiore. E che la colpa sia la nostra. Perché le emissioni di anidride carbonica, il principale gas a effetto serra, sono troppo alte (più 31 per cento dal 1750) e le temperature del pianeta continuano a salire (più 0,6 gradi nel corso del secolo scorso). Sono i messaggio centrali del quarto rapporto sui cambiamenti climatici dell’Ipcc, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, che si discute in questi giorni a Parigi e verrà presentato ufficialmente venerdì.

La velocità di scioglimento dei ghiacciai è il migliore indicatore naturale dei cambiamenti climatici. Lo studio di 30 ghiacciai campione monitorati annualmente dal 1980 ha dimostrato una diminuzione media di 66 centimetri solo nel 2005. In 25 anni i ghiacciai si sono ridotti di 10,5 metri, senza contare i dati dello scorso anno (non ancora disponibili) in cui le temperature massime hanno raggiunto valori record. La prova più significativa dell’intervento umano nel cambiamento climatico è che la velocità di scioglimento è superiore a quanto finora stimato: è aumentata di 1,6 volte nell’ultimo decennio e di circa 6 volte rispetto agli anni Ottanta.

Lo scioglimento dei ghiacciai potrà rappresentare un problema per le riserve di acqua potabile, l’agricoltura e l’industria. Il conseguente innalzamento del livello dei mari, che a fine secolo sarà tra i 28 e i 43 centimetri , potrebbe inoltre mettere in pericolo estese le zone costiere. In più la ridotta superficie di ghiaccio, riflettendo di meno i raggi del sole nell’atmosfera, contribuirebbe ad accelerare il processo di surriscaldamento in atto, aggravando ulteriormente lo scioglimento. Di qui al 2100, secondo le previsioni degli studiosi, l’incremento di temperatura della Terra sarà da 2 a 4,5 gradi centigradi.

Creato nel 1988 dall’Onu, l’Ipcc fornisce le evidenze scientifiche alle decisioni politiche di governi e gli organismi internazionali. I precedenti rapporti sono stati all’origine del protocollo di Kioto del 1997. I dati di questo quarto rapporto, che sottolinea la responsabilità umana nel cambiamento climatico, dovrebbero indurre i governi ad attuare le strategie necessarie per rallentare il fenomeno. (an.c)

RESTA IN ORBITA

Articoli recenti