Giornata senza tabacco, in Italia i fumatori non accennano a diminuire

(foto: di.fe88/ Flickr/cc)
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Non accenna a calare il numero degli italiani che fumano. Infatti, è rimasto quasi invariato il numero dei consumatori di bionde rispetto al 2015: sono 11,5 milioni, circa il 22% della popolazione, rispetto ai 10,9 milioni (il 20,8%) dello scorso anno. Sono questi alcuni dei dati del Rapporto 2016 dell’Istituto Superiore di Sanità, riportati oggi 31 maggio, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco durante il Convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, che rilevano valori percentuali simili a quelli registrati nel 2013.

Risale, invece, l’uso della sigaretta elettronica che torna a toccare punte del 4% di utilizzatori nella popolazione, i cui consumi si erano dimezzati nel 2014 e nel 2015. “Sebbene non ci siano ancora riscontri scientifici sufficienti sulla sicurezza e l’efficacia di questo strumento nella disassuefazione alle abitudini al fumo – spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – la ripresa del consumo di questi articoli sottolinea la necessità di un attento e ulteriore monitoraggio del fenomeno e di rigorosi studi clinici sul loro utilizzo”.

Viceversa restano sostanzialmente invariati da otto anni i consumi delle sigarette tradizionali, indipendentemente dall’ingresso sul mercato delle e-cig che sono spesso abbinate all’uso di tabacco tradizionale: “Si conferma anche quest’anno un trend che andiamo osservando oramai da 8 anni – spiega Roberta Pacifici, Direttore dell’Osservatorio fumo, Alcol e Droga dell’ISS – ovvero che la prevalenza di fumatori in Italia rimane pressoché invariata, al di là di piccole oscillazioni percentuali scarsamente significative: in particolare, registriamo una lieve crescita nella prevalenza dei fumatori di entrambi i sessi, con un aumento più marcato negli uomini rispetto alle donne. Ciò che sta cambiando sono le modalità di consumo. Quasi l’ottanta percento degli utilizzatori di sigarette elettroniche – continua Pacifici – usa anche sigarette tradizionali – un dato questo, che merita una riflessione alla luce del fatto che la maggior parte di queste contengono nicotina”.

E a proposito di cambiamenti nelle abitudini di consumo sempre più si conferma l’aumento progressivo di coloro che consumano sigarette fatte a mano: “In aumento lento ma costante – spiega Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – il consumo di sigarette rollate: oltre il 9,0% dei fumatori infatti utilizza prevalentemente sigarette fatte con tabacco sfuso, un fenomeno particolarmente diffuso fra i giovani”.

Secondo il rapporto si osserva, inoltre, un lieve incremento della prevalenza di fumatori di entrambi i sessi: gli uomini passano dal 25,1% del 2015 al 27,3% del 2016, le donne dal 16,9% del 2015 al 17,2% del 2016. L’analisi della prevalenza del fumo di sigarette tra gli uomini e le donne nelle varie classi di età mostra che la percentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici in tutte le fasce di età. Nella fascia di età compresa tra i 25 e 44 anni si registra la prevalenza maggiore di fumatori di entrambi i sessi (24,1% delle donne e 31,9% degli uomini). Fumano di meno gli ultrasessantacinquenni: il 6,9% delle donne e il 18,2% degli uomini. La distribuzione dei fumatori rispetto alle varie aree geografiche mostra che la prevalenza di fumatori di sesso maschile si registra nelle regioni del Centro Italia (30.4%), mentre la prevalenza di fumatrici nelle regioni del Nord (19.9%).

Il consumo medio di sigarette al giorno si conferma intorno alle 13 sigarette. Il 45,0% dei fumatori fuma tra le 10 e le 19 sigarette/die. In aumento, rispetto allo scorso anno, i fumatori cosiddetti “leggeri” (fino a 9 sigarette/die): sono passati dal 16,7% nel 2015 al 23,6% nel 2016. Il 71,1% dei fumatori ha acceso la prima bionda tra i 15 ed i 17 anni: questa fascia d’età si conferma nel tempo particolarmente critica per l’iniziazione al fumo di tabacco. Il 13,8% dei fumatori ha iniziato a fumare addirittura prima dei 15 anni. Gli uomini iniziano mediamente un anno e mezzo prima delle donne (a 17,4 anni gli uomini, a 18,7 le donne) e il motivo per cui si accende la prima sigaretta è legato all’influenza dei pari: il 60,7% dei fumatori, infatti, ha iniziato perché influenzato dagli amici o dai compagni di scuola. Rispetto alla tipologia di prodotti del tabacco acquistati si osserva quest’anno una conferma della percentuale di fumatori che scelgono prevalentemente o occasionalmente le sigarette fatte a mano (18,6% contro il 17,0% del 2015). I principali consumatori di sigarette fatte a mano sono i giovani e giovanissimi (15-24 anni), soprattutto maschi e residenti al Centro Italia.

Meglio non fumare per molte buone ragioni, un consiglio sempre più valido soprattutto per le donne incinte come suggeriscono le ultime evidenze in materia. Infatti, l’esposizione precoce alla nicotina del nascituro può innescare cambiamenti genetici che influenzano la formazione delle connessioni tra le cellule cerebrali anche molti anni più tardi dalla nascita. A dirlo su Nature Neuroscience è un nuovo studio della Yale University, secondo cui il fumo materno è stato collegato a cambiamenti comportamentali, come deficit di attenzione e iperattività, dipendenza e disturbo della condotta.

Nei topi esposti alla nicotina i ricercatori hanno trovato alti livelli di attività in un regolatore chiave della metilazione dell’istone, un processo che controlla l’espressione genica. “Quando questo regolatore viene indotto nei topi, questi prestano attenzione a uno stimolo che dovrebbero ignorare”, spiega l’autrice Marina Picciotto. “È stato eccitante trovare un segnale che potrebbe spiegare gli effetti di lunga durata della nicotina sulla struttura delle cellule del cervello e del comportamento”, prosegue Picciotto. “È stato ancora più intrigante trovare un regolatore dell’espressione genica che risponde a uno stimolo come la nicotina e può cambiare l’attività delle sinapsi e del cervello durante lo sviluppo”.

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