Lawrence B. SlobodkinA Citizen’s Guide to EcologyOxford University Press, 2004pp.245, euro 14,09I temi ecologici sono pane quotidiano ormai per gli abitanti di questo pianeta. Volenti o nolenti. I cittadini di Roma e Milano sono costretti a fare i conti con l’inquinamento prodotto dalle auto, dall’uso dei condizionatori d’aria, dal riscaldamento: occasionalmente, sempre troppo raramente, vengono obbligati a lasciare l’auto a casa, oppure invitati a non sprecare energia. Dall’altra parte del mondo, gli abitanti di alcuni atolli corallini fanno i conti con le maree che sempre più frequentemente raggiungono l’altezza delle loro case, di fatto facendo temporaneamente scomparire interi villaggi. È recente poi il film “L’alba del giorno dopo”, basato sull’ipotesi (non del tutto infondata) che il riscaldamento globale in atto potrebbe portare una nuova era glaciale sulla costa orientale degli Usa.Come maneggiare però la quantità enorme di informazioni che il “cittadino” si vede riversare addosso dai media? Urge ulteriore informazione, possibilmente corretta ed equilibrata. Il volume di Slobodkin è ha proprio questo obiettivo: creare un cittadino informato che sia in grado di distinguere il vero dal falso, o quanto meno il dubbio dal certo. Che sia capace di porre le giuste domande all’esperto di turno, e possa valutare con una certa autonomia di giudizio le conseguenze dei propri comportamenti nonché di quelli – molto più importanti e di maggiore impatto ambientale – decisi a livello governativo, locale o globale (per usare termini molto in voga). Il libro è quindi un piccolo manuale di ecologia, molto divulgativo, scritto in maniera piacevole e scorrevole, che affronta i temi più elementari di questa disciplina: il ruolo dell’acqua e dell’energia, le condizioni di sopravvivenza degli organismi e delle specie, le caratteristiche fisico-chimiche dell’ambiente terrestre. Tutto ciò senza però rinunciare a dimostrare la bellezza e il fascino della natura.Slobodkin descrive efficacemente il funzionamento dei complessi meccanismi della natura, senza mai incorrere nei difetti tipici dei libri che parlano di ecologia. Cioè, non vuole “convertire” il lettore ad alcuna fede, né agita una miracolosa bacchetta magica in grado di cambiare le sorti del globo. Anzi, è sicuramente molto realista nel proporre un approccio “scientifico” ai problemi dell’ecologia, che consenta appunto una comprensione più profonda dei mutamenti che il nostro pianeta sta subendo in gran parte anche per causa della specie umana. Purtroppo, lo scotto da pagare è la relativa complessità di alcuni passaggi del volume, che richiederanno una lettura molto attenta,Molto apprezzabile è anche la mancanza di “certezze” assolute – anche in questo è lontano anni-luce dal proselitismo di molti scritti che hanno a che fare con tematiche ambientali. Piuttosto, i toni sono sempre molto pacati, rimane sempre lo spazio per il ragionevole dubbio che è il motore primo della ricerca scientifica. Ciò non significa che l’autore non faccia capire da che parte sta, soprattutto rispetto all’origine prevalentemente antropica del riscaldamento globale, da molti scienziati considerata un dato di fatto, ma che l’amministrazione Bush sta facendo di tutto per negare con una presa di posizione prettamente politica. Ciò dimostra inoltre la peculiarità dell’ecologia come disciplina scientifica, che più di ogni altra ha nell’Homo sapiens un protagonista: a noi decidere se interpretare la parte del buono o quella del cattivo.





