I clandestini del piroscafo Catania

Nessun veleno ma insoliti inquilini animali sono stati scoperti dai ricercatori nel relitto a largo di Cetraro, nei fondali calabresi, ispezionato lo scorso ottobre perchè sospetto di contenere un carico rifiuti tossici. E che invece si è rivelato essere il piroscafo Catania affondata dai tedeschi durante la prima guerra mondiale. Esaminando le immagini riprese da telecamere subacquee, un ricercatore dell’Ispra ha notato sullo scafo ormai arrugginito del Catania una colonia di vermi tubicoli, animali tipici di ambienti estremi e rari da vedersi a simili profondità. In particolare, di un tipo di anellini marini, taxon Vestimentifera, solitamente presenti in prossimità di sorgenti termali, dove sopravvivono grazie a una forma di endosimbiosi con batteri in grado di metabolizzare lo zolfo. Probabilmente una specie nuova. Le analisi su alcuni  esemplari prelevati da robot controllati in remoto dalla nave Oceana sono ancora in corso ma risultati preliminari sono stati presentati alla decima conferenza internazionale sugli Anellidi Policheti svoltasi nei giorni scorsi a Lecce.

“Il ritrovamento di questi vermi lontano da sorgenti di zolfo e a soli 500 metri di profondità”,  spiega il biologo Ezio Amato, autore della scoperta, “pone interessanti quesiti sia sulla capacità di questi animali e dei loro batteri simbionti di adattarsi ad ambienti diversi sia sulle caratteristiche dell’habitat intorno al piroscafo, che ospita anche specie tipiche di fondi batiali duri, come le madrepore, e comunemente presenti nei relitti anche profondi, come il grongo e lo scorfano di fondale».

 

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