Il cielo infinito

Luca Amendola
Il cielo infinito
Sperling & Kupfer, 2000
pp. 265, lire 29.000

Italo Calvino, nel commentare la scoperta dei primi buchi neri e le suggestive ipotesi sulla creazione dell’Universo che attorno ad essi si andavano dipingendo, ammise il suo stupore: “E’ veramente strano che l’immenso cosmo e le meraviglie del creato ruotino tutti intorno a qualcosa che non c’è”. Da allora le ipotesi scientifiche avanzate sulle origini del cosmo si sono sempre più allontanate dalla loro dimostrabilità.

“L’universo fisico è oggi per noi come un castello immenso, sempre mutevole, labirintico, dalle infinite rivelazioni nascoste nei gusci delle particelle nucleari o nella violenza di una stella che esplode. Da qualche parte però esiste la chiave giusta per ogni porta”, scrive Amendola. E aprire una dopo l’altra queste porte, per vedere cosa ancora si nasconde alla ragione e alla conoscenza, è appunto l’intento del libro.

Gli eventi cosmici del nostro Universo vengono illustrati e spiegati seguendo le tre linee “ufficiali” della cosmologia moderna: la teoria dell’inflazione cosmica, la ricerca della materia oscura, l’universo frattale. La prima prende spunto dalla lezione di Edwin Hubble: “la storia dell’astronomia è una storia di orizzonti che recedono”. A partire dalle prime osservazioni degli antichi fino alla rivoluzione copernicana e ai giorni nostri, le dimensioni dell’Universo si sono sempre più avvicinate all’infinito, ma non si spegne negli scienziati la speranza di arrivare a scoprire il limite oltre il quale l’Universo non potrà più espandersi. Da qui, l’ipotesi che a un certo punto si giungerà a un Big Bang alla rovescia, cioè a un’implosione del cosmo.

La seconda via, invece, è quella della materia oscura. Qual è il collante che mantiene unite e ordinate le galassie? Secondo gli scienziati, al di là del già noto deve esserci una materia “oscura”, ancora ignota, che esercita pressione sulla materia visibile. Da qui vengono tutte le suggestive ipotesi sui buchi neri che tanto stupirono Calvino. E infine c’è l’universo frattale: ipotesi matematica, più che cosmologica, che pensa il tutto come riproduzione del dettaglio. In altre parole per capire il macrocosmo basta guardare all’ordine del microcosmo.