Entro la fine dell’anno le vittime di malattie croniche nel mondo saranno più del doppio di quelle causate da malattie infettive, deficit nutrizionali, complicazioni della gravidanza e del parto. I numeri allarmanti, che emergono da una serie di articoli pubblicati sulla rivista The Lancet, parlano di 35 milioni decessi nel 2005, su un totale di 58 mila, dovuti a malattie cardiovascolari, tumori e diabete. Questa epidemia riguarda nell’80 per cento dei casi i paesi in via di sviluppo, a medio e basso reddito, costretti a combattere su entrambi i fronti, contro le malattie infettive come Hiv, tubercolosi e malaria, e contro i mali cronici. Mentre nei prossimi 10 anni è prevista una diminuzione del 3 per cento dei decessi causati da infezioni, fame, complicazioni pre e post-natali, si prospetta un aumento del 17 per cento delle vittime per malattie croniche. Secondo Richard Horton, direttore di The Lancet, i principali responsabili sono il fumo e l’obesità, quest’ultima in aumento anche nelle regioni più povere del mondo. Due fattori evitabili: gli studi suggeriscono che l’80 per cento di infarti, ictus e casi di diabete e il 40 per cento delle neoplasie, potrebbero essere prevenute non fumando, seguendo una dieta sana e praticando attività sportiva. (t.m.)





