Il sesto senso sta nel cervello. La capacità di percepire dove sono posizionate le varie parti del nostro corpo in assenza di segnali dall’esterno, definita come propriocezione, deriva da segnali provenienti dal cervello e non dagli arti. La scoperta, riportata sulla rivista Journal of Physiology, potrebbe far luce su fenomeni quali la sindrome dell’arto fantasma, per la quale gli amputati avvertono ancora forti sensazioni dall’arto mancante. Fino ad oggi sembrava assodato che la propriocezione derivasse dai segnali inviati al cervello dai recettori sensoriali della pelle e delle articolazioni. Grazie a questi segnali, ad esempio, siamo in grado di camminare senza guardare i nostri piedi oppure toccarci il naso con gli occhi chiusi. Janet Taylor e i suoi colleghi della University of South Wales di Sidney (Australia) hanno invece scoperto che in assenza di segnali dall’esterno, derivanti dalla vista o dalla sensibilità articolare, i “comandi” che il cervello rilascia dominano sul resto. Per dimostrare ciò, i ricercatori hanno immobilizzato fino al polso l’avanbraccio di otto volontari, dopo averli bandati affinché non vedessero la posizione del proprio braccio. Muovendo loro la mano in condizioni normali, questi erano perfettamente in grado di dire in che posizione si trovava. Al contrario, privando l’arto della sensibilità tramite anestesia o restrizione del flusso sanguigno, essi non riuscivano più a percepire correttamente la posizione della propria mano se mossa da altri. Tuttavia, invitando i volontari a muovere autonomamente la mano, questi ritornavano coscienti della posizione dell’arto, come se la volontà di muovere la mano prevalesse sulla mancanza dei segnali inviati dall’arto. Il prossimo passo sarà identificare i percorsi neuronali che trasmettono tali messaggi e caratterizzare il senso della propriocezione in condizioni normali. (a.p.)





