Insulina: una pillola a forma di tartaruga sostituirà le iniezioni?

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    (Foto: Felice Frankel)

    Se un giorno avremo finalmente una pillola a base di insulina, bisognerà ringraziare anche la tartaruga leopardo. Alla forma del suo carapace, che le consente di raddrizzarsi quando cade sul dorso, si è ispirato il gastroenterologo e bioingegnere Giovanni Traverso. Il suo team del Massachusetts Institute of Technology ha progettato una pillola da ingerire, in grado di iniettare insulina direttamente nello stomaco, ma soprattutto di “rotolare” fino a posizionarsi sempre dalla parte giusta rispetto al bersaglio. I test condotti sugli animali hanno dimostrato l’assenza di rischi per la salute e la capacità di veicolare una quantità di insulina comparabile a quella tradizionalmente iniettata. La ricerca è stata pubblicata su Science.

    Il lungo cammino verso l’insulina orale

    La ricerca di una formulazione orale per l’insulina è cominciata tempo fa, precisamente nel 1922, anno della prima iniezione. Di “pillole di insulina” ne è stata sperimentata più di una, ma la strada è ancora lunga e particolarmente in salita. Gli ostacoli sono legati alla natura stessa dell’ormone, che appartiene alla categoria dei “farmaci biologici”. Sono più grandi e complessi delle molecole chimiche di sintesi, caratteristica che ne rende complicato l’assorbimento e li espone al rischio di degradazione.

    Tutti ostacoli che fino ad ora si era cercato di superare incapsulando l’insulina all’interno di “gocce” di liquidi viscosi o di proteine ad azione permeante, che la rendessero più stabile e ne aumentassero l’assorbimento. Ma Traverso e la sua equipe hanno cambiato strategia. Si sono ispirati a una specie di tartaruga di nome Stigmochelys pardalis, nota anche come tartaruga leopardo. In caso di ribaltamento, la particolare struttura della sua corazza le consente di tornare rapidamente sulle quattro zampe. 

    La pillola a forma di tartaruga

    La pillola, un capolavoro di micro-ingegneria, somiglia proprio al guscio della tartaruga leopardo. La forma non è causale: le permette di “cadere” sempre dal verso giusto, ossia con il meccanismo di iniezione orientato verso la mucosa dello stomaco. È un minuscolo ago fatto di insulina liofilizzata, attaccato a una molla compressa trattenuta da un disco di zucchero. Quando la capsula viene ingerita, lo zucchero si scioglie, rilasciando la molla e iniettando l’ago.

    Ma farà male? La parete dello stomaco non ha recettori del dolore, quindi è probabile di no. Il tessuto gastrico si rigenera velocemente e dai test sugli animali non emergono effetti collaterali. Lo studio dell’efficacia e sicurezza della pillola sugli esseri umani richiederà molti anni, ma in caso di successo il sistema potrebbe essere rapidamente modificato per veicolare numerosi tipi di farmaci biologici.

    Riferimento: Science

    Articolo prodotto in collaborazione con il Master SGP di Sapienza Università di Roma

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