L’ipotesi di un nuovo bosone scatena i fisici

Sarebbero quasi 100 gli studi pubblicati dai fisici teorici su arXiv, un archivio per bozze definitive (pre-prints) di articoli scientifici, negli ultimi giorni. L’argomento? I nuovi, interessanti indizi sulla possibile presenza di una nuova particella contenuti nei dati ottenuti da Lhc (vedi Galileo: LHC, indizi di una nuova particella).

Come racconta Nature, dopo l’annuncio dei ricercatori, avvenuto lo scorso 15 Dicembre, 95 manoscritti che discutono le caratteristiche dell’ipotetica particella sono infatti stati pubblicati nell’archivio. Un’ondata di pubblicazioni che era tuttavia stata prevista dagli scienziati di Lhc.

Solo altri due eventi – entrambi rivelatisi falsi dopo accurate ricerche – avevano generato un interesse simile (anche se su scala minore) a questo: l’annuncio che i neutrini possono viaggiare più velocemente della luce del 2011 (vedi Galileo: Rubbia conferma: neutrini non più veloci della luce) e la possibile scoperta delle onde gravitazionali del 2014 (vedi Galileo: Bicep2: molto rumore (per nulla) sull’eco del Big Bang).

Gian Francesco Giudice e il suo team di ricercatori del Cern hanno ad esempio pubblicato, lo stesso giorno del live webcast di Lhc, un documento composto da 32 pagine che analizza in dettaglio le scoperte: lo studio è già stato citato 68 volte in altrettante ricerche. Secondo Giudice, l’esistenza della ipotetica particella non andrebbe a braccetto con la supersimmetria (Susy da super symmetry), la teoria che individua una simmetria secondo cui ad ogni fermione e bosone corrispondono rispettivamente un bosone e un fermione di massa uguale, largamente accettata dai ricercatori come “espansione” del modello standard. Tuttavia molte delle altre ricerche pubblicate su arXiv cercando di trovare un modo di riconciliare l’esistenza della particella (chiamata da molti ‘S’) con Susy, forse nella speranza di trovare, finalmente, una conferma della teoria dopo una lunga serie di ‘non-scoperte’.

Le altre possibilità, sempre esplorate negli oltre 90 studi, comprendono l’idea che la particella non sia altro che un ‘cugino’ pesante del bosone di Higgs, scoperto all’LHC nel 2012 (vedi Galileo: E’ ufficiale, ecco il bosone di Higgs), oppure che si tratti di un gravitone, un’ipotetica particella elementare responsabile della trasmissione della forza di gravità.

Riferimenti: Nature doi: 1038/nature.2015.19098

Credits immagine: Jim Shank/Flickr CC

 

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