Sono passati 17 anni da quando la petroliera statunitense Exxon Valdez urtò contro una scogliera dello stretto di Prince William, in Alaska, disperdendo in mare circa 42.000 metri cubi di greggio e inquinando 1.900 chilometri di coste. E l’ambiente continua a pagare le conseguenze di quel disastro. Uno studio del National Marine Fisheries Service di Juneau (Alaska) pubblicato su Environmental Science & Technology svela che quei 38 milioni di litri di petrolio finiti in mare stravolgono ancora l’ecosistema, intossicando l’alimentazione di lontre marine, anatre e altri animali. Molto del greggio fuoriuscito dalla petroliera è sepolto nei sedimenti della spiaggia marina, asciutta solo durante la bassa marea. I ricercatori hanno scavato 662 pozzi lungo la costa di Knight Island, trovando residui di petrolio in 14 dei 32 tratti di costa analizzati, quasi sempre in zone di bassa marea. Le lontre marine alla ricerca di molluschi sarebbero entrate in contatto col petrolio della Exxon Valdez almeno una volta ogni due mesi. (a.c.)





