La via italiana alla terapia anticancro non dimentichi i pazienti

Il Ministro Grillo annuncia di voler potenziare i laboratori nostrani per la produzione di cellule ingegnerizzate contro i tumori. Nel frattempo però i malati che potrebbero essere curati attendono che Aifa contratti il costo delle due terapie già approvate. E muoiono. L'appello di Paolo Corradini, presidente della Società Italiana di Ematologia

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Il governo, per voce del Ministro della Salute Giulia Grillo, rende noto che appoggerà gli ospedali italiani più innovativi che saranno in grado di produrre nei propri laboratori le cellule ingegnerizzate per combattere alcuni tumori, come la leucemia e i linfomi. Stiamo parlando delle terapie CAR-T in cui i linfociti del paziente, cellule del sistema immunitario, vengono istruite a riconoscere le cellule malate e a distruggerle. Una tecnologia che ha permesso di dare speranza a malati che avevano già provato, senza successo, tutte le altre terapie disponibili per le loro patologie. Due sono le terapie approvate sia negli Usa sia in Europa, ma a oggi non sono disponibili in Italia. Le aziende produttrici – Novartis e Gilead – sono in attesa che Aifa ne decida il prezzo. Ma nel frattempo i pazienti italiani che potrebbero tentare questa strada – che funziona nel 50% dei casi – muoiono, come Lorenzo Farinelli che in rete avere lanciato il suo appello per raccogliere i fondi necessari ad andare negli Usa a curarsi. Non così in Germania, in Spagna o in Inghilterra, dove le terapie sono disponibili.

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