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Le ali della scienza

di
Valeria Naim

Martin BrookesFly. The unsung hero of the twentieth-century sciencePhoenix, 2002pp.215, euro 12,60Un libro per dare la giusta ribalta a un piccolo insetto, il moscerino della frutta, protagonista delle più importanti scoperte in campo biologico del ventesimo secolo. Malgrado il suo ricco curriculum scientifico, infatti, la Drosophila melanogaster è rimasta per lo più sconosciuta al grande pubblico, relegata al ruolo di comparsa sui quotidiani e in qualche rubrica televisiva. Eppure, quando nell’inverno del 2000 è stato annunciato il sequenziamento del genoma di questo moscerino, si è constatato come più del 60 per cento dei suoi geni siano comuni a quelli dell’essere umano.Martin Brookes, imbattutosi durante la propria formazione da biologo evoluzionista nel piccolo eroe alato, ne ha voluto cantare le gesta attraverso un racconto agile e dinamico che riesce a trasformare i contenuti scientifici in episodi coloriti e intrisi del più coinvolgente humour inglese. Con questo tono ironico ripercorre un secolo di storia, narrando come le avventure di biologi e moscerini si siano intersecate, facendo la fortuna gli uni degli altri. Tutto comincia in una fredda giornata d’inverno, nel 1910, quando Thomas Hunt Morgan nota qualcosa di strano in una delle bottiglie dove alleva le sue piccole mosche: in mezzo a una miriade di occhi rossi che lo fissano, un maschio con due occhi bianchi e inespressivi… un piccolo cambiamento che si sarebbe trasmesso alle generazioni successive secondo quelle modalità che Mendel, più di quarant’anni prima, aveva indicato studiando le piante di pisello: erano state gettate le basi della genetica moderna. Prestandosi a ogni sorta di incroci e protocolli sperimentali per localizzare i geni sui cromosomi, la Drosophila si è conquistata il titolo di organismo modello di elezione per comprendere come funzionino i geni e come questi influenzino lo sviluppo dell’organismo e anche il comportamento sessuale, la memoria e l’apprendimento. Servendosi di uno stile semplice e diretto Brookes raggiunge il suo scopo didattico con naturalezza e capitolo dopo capitolo il lettore entra in confidenza con il Dna, i cromosomi e le mutazioni: come quelle nel complesso di geni Antennapedia, che fanno sì che i moscerini mutanti sviluppino un abbozzo di zampa al posto dell’antenna. Oppure quelle che rendono il moscerino “dunce” (somaro), incapace di ricordare e distinguere, anche dopo un lungo e reiterato esercizio, tra un odore completamente innocuo e quello che lo conduce a una fastidiosa scossa elettrica. Alla fine insomma anche coloro i quali sono più insensibili alle correnti animaliste o addirittura odiano i piccoli insetti non potranno fare a meno di riconoscere i grandi sacrifici compiuti dal moscerino della frutta in nome della scienza e a vantaggio, di riflesso, anche della salute di noi umani. Oggi, infatti, non c’è campo della biologia e della medicina, i cui progressi non risentano dell’influenza della Drosophila, dalla ricerca di base allo studio di nuove cure per i tumori, fino alla comprensione di disordini neurodegenerativi come l’Alzheimer.

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