Le etichette intelligenti per sapere quanto devi correre per smaltire una fetta di panettone

etichette
(Credits: Igor Ovsyannykov da Pixabay)

Scegliere gli alimenti in base a quanto esercizio fisico è necessario per bruciarne le calorie aiuterebbe a dimagrire e a mantenersi in salute. E’ quanto sostiene il team di ricerca di Amanda J. Daley della Loughborough University, che ha studiato l’efficacia di un sistema di etichettatura alternativo a quelli cui siamo abituati. Quale? L’equivalente caloria-attività fisica o PACE (Physical activity calorie equivalent) per far conoscere al consumatore appunto quanto quantità di esercizio fisico è necessaria a bruciare grassi, proteine e carboidrati contenuti in quel cibo. Secondo Daley e colleghi una simile strategia funziona, aiutando a perdere peso e a contrastare l’obesità. Così raccontano gli scienziati nello studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health.

Etichette più comprensibili

Le etichette nutrizionali presenti sulle confezioni di cibi e bevande dovrebbero aiutarci a comprendere cosa mangiamo e rendere le nostre abitudini alimentari più salutari, ma le informazioni sono complesse da leggere e ancor più da decifrare per molti. Infatti, le etichette a cui siamo abituati mostrano l’apporto energetico di un alimento in Kilocalorie (Kcal) e il suo contenuto in proteine, grassi, carboidrati, fibre alimentari, sodio, vitamine e sali minerali, ma nessun esempio pratico che aiuti a capire l’impatto di un alimento sul corpo umano. A caccia di un sistema per renderle più comprensibili a tutti, il team di ricercatori guidato da Daley ha proposto un’etichettatura alternativa, il sistema equivalente caloria-attività fisica, o PACE. Questo sistema, che sostituisce i valori nutritivi dettagliati con la quantità di esercizio fisico necessaria a consumare i nutrienti, fornisce un esempio pratico per capire quanta energia stiamo assumendo. Già la Royal Society for Public Health britannica aveva pensato da tempo a mettere in uno un simile sistema di etichettatura. Ma è una strategia che potrebbe davvero essere utile?

Meno numeri, scelte più consapevoli

A detta degli scienziati infatti, il sistema PACE potrebbe aiutare a migliorare le nostre abitudini alimentari, diventando uno strumento utile nella gestione della propria linea o di problemi ben più gravi legati al peso, come l’obesità. E così sarebbe: i risultati dello studio suggeriscono che conoscere la quantità di attività fisica equivalente alle calorie di cibi e bevande permetta di scegliere gli alimenti più consapevolmente, bilanciando pasti e movimento.

I ricercatori hanno analizzato una quindicina di studi che confrontavano come il sistema PACE, quello tradizionale o la mancanza di etichettatura influenzavano le scelte alimentari. Secondo quanto riferito dagli scienziati la presenza delle etichette PACE porta a scegliere cibo meno calorico e a ingerire mediamente 65 calorie in meno a pasto (o fino a 100 rispetto ai cibi privi di etichetta nutrizionale). Considerando tre pasti al giorno e due spuntini, l’etichettatura PACE potrebbe portare così a un taglio giornaliero di circa 200 calorie. Se volessimo tradurre in pratica il sistema di etichettatura alternativo, allora scopriremmo che una fetta di panettone da circa 150g (dividendo un panettone da 1kg in 6-8 fette) fornisce un apporto energetico di 542 Kcal, corrispondenti, più o meno, a due ore e mezza di camminata, una corsa di 7 chilometri e mezzo o una pedalata di poco più di un’ora.

I limiti dello studio

Ciò detto, e malgrado le speranze riposte nell’equivalente caloria-attività fisica come strategia di prevenzione dell’obesità, i ricercatori sottolineano le dimensioni ridotte degli studi analizzati, la loro variabilità, e il fatto che molti non siano stati fatti in condizioni reali come ristoranti o supermercati. Questo significa che ne saranno necessari altri per capire come le etichettature influenzino scelte e salute.

Rfierimenti: Journal of Epidemiology & Community Health

Credits immagine: Igor Ovsyannykov da Pixabay