Le strane isole di conchiglie dei nativi americani

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La parte centrale di Mound Key (Credits: Victor Thompson/University of Georgia)

Quando si parla di isole artificiali, a molti potranno venire in mente quelle di Dubai, costruite in anni recenti. Ma già qualche secolo fa esisteva una popolazione, i Calusa, in grado di costruire isole abitabili, e di farlo usando soprattutto conchiglie. Un team di ricercatori ha studiato la maggiore di queste isole, Mound Key (Florida), scoprendo che è stata rimaneggiata in varie circostanze, in seguito a cambiamenti ambientali, come racconta lo studio, pubblicato su Plos One.

I Calusa sono stati una popolazione di nativi americani che ha abitato per secoli il sud dell’attuale Florida. Avevano una società molto organizzata, ma sorprendentemente non basata sull’agricoltura, ma soprattutto sui prodotti del mare, oltre a caccia e raccolta. E proprio dalla pesca, in particolare dalle conchiglie dei molluschi, arriva la materia prima per le loro costruzioni.

I Calusa, infatti, erano soliti accumulare milioni di conchiglie, insieme ad altro materiale, come resti di carbone, e con questi cumuli formavano delle vere e proprie isole, alte fino ad una decina di metri sopra il livello del mare, che poi abitavano. Mound Key è la maggiore di queste isole ed era la capitale dei Calusa al tempo dell’arrivo degli spagnoli nel sedicesimo secolo.

Un team di ricercatori, guidato dall’antropologo Victor Thompson, ha esplorato proprio Mound Key, per comprenderne meglio la composizione e i cambiamenti subiti nel tempo, utilizzando carotaggi e datazione al radiocarbonio. Le sorprese non hanno tardato ad emergere. Infatti, ci si aspetterebbe che il materiale in superficie sia più giovane, diventando più antico man mano si scava in profondità. Su Mound Key questo non si è rivelato del tutto vero, anzi in varie zone si è osservato il contrario. Perché? “I Calusa erano abili ingegneri” afferma Thompson “non solo erano in grado di costruire isole artificiali, ma anche di rimodellarle in base alle necessità.”

Per i ricercatori la complessità della composizione di Mound Key sarebbe dovuta a spostamenti successivi di material. In particolare, l’isola sarebbe stata abbandonata per un periodo, durante il quale le temperature erano scese ed il mare era meno pescoso, per poi essere ripopolata in un secondo momento. In seguito a questa ripopolazione, sarebbero iniziati i lavori di rimodellamento, che avrebbero dato all’isola la forma odierna.

Questo studio mostra come la società dei Calusa fosse più complessa di quanto ritenuto finora. “Ed è solo l’inizio” continua Thompson “Quest’isola è un laboratorio che può insegnarci ancora molte cose sul passato, sul presente e sul futuro”.

Riferimenti: DOI: 10.1371/journal.pone.0154611

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