Politossicomania e commercio di droga all’interno delle carceri: sono questi i fenomeni più preoccupanti che emergono dalla Relazione annuale 2002, presentata oggi a Bruxelles, dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. L’osservatorio, che ha sede a Lisbona, si occupa di raccogliere ed elaborare statisticamente i dati su consumo e commercio di droga nei Paesi Ue più la Norvegia. Quest’anno, per la prima volta, l’agenzia ha esteso la sua indagine anche ai Paesi dell’Europa centrale e orientale candidati a entrare nella Ue. La politossicomania consiste nell’utilizzo contemporaneo di una sostanza stupefacente illegale e di un’altra droga, tanto illegale quanto legale. Secondo la relazione, è un fenomeno in forte crescita: la maggior parte dei decessi per droga è causata da iniezioni di eroina mischiata ad altre droghe, o all’alcool. La relazione riferisce poi che il commercio e l’utilizzo di sostanze stupefacenti hanno modificato profondamente la realtà delle carceri nel corso degli ultimi due decenni. Tutti i Paesi europei devono affrontare problemi creati dalla presenza nelle carceri di sostanze stupefacenti e di malattie infettive ad esse associate. I reclusi che dipendono dalla droga possono rappresentare fino al 69 per cento della popolazione carceraria, e oltre un quarto dei tossicodipendenti reclusi riferisce di avere sperimentato per la prima volta delle sostanze stupefacenti nel penitenziario. (n.n.)





