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Le varianti della Bse

L’essere umano potrebbe contrarre diverse forme di Bse, meglio nota come variante umana della mucca pazza. Uno studio pubblicato su Science da Jonathan Wadsworth e John Collinge, due scienziati del Uk Medical Research Council di Londra, ha infatti mostrato come potrebbero esistere altre due forme della malattia, oltre la nota variante di Creutzfeldt-Jakob. Inoltre, alcuni individui potrebbero essere addirittura completamente immuni alla malattia. A tali conclusioni si è giunti dopo una serie di sperimentazioni condotte su gatti. Considerando anche i casi di 146 pazienti, morti fino a oggi in Gran Bretagna, proprio a causa della Bse nella forma Creutzfeldt-Jakob, si è notato come tutti questi individui avessero lo stesso retroterra genetico, con lo stesso prione del genotipo MM, comune a circa il 36 percento della popolazione inglese. Le altre possibili forme della Bse potrebbero presentarsi proprio nella popolazione avente i restanti due tipi di prione: il genotipo MV, comune alla metà della popolazione e il genotipo VV, comune a circa il 14 per cento. Modificando geneticamente i gatti, ricreando i prioni MM e VV presenti nell’essere umano, i ricercatori hanno potuto verificare come, mentre i gatti con il prione del tipo MM si ammalino sempre della Bse nella usuale forma di Creutzfeldt-Jakob, quelli con prione del tipo VV, presentano diverse patologie e, laddove è riscontrabile la malattia della mucca pazza, questa presenta comunque sintomi diversi rispetto a quelli della forma Creutzfeldt-Jakob. Adesso, si dovrà capire se questi risultati, ottenuti sugli animali, siano validi del tutto anche per l’essere umano. (a.l.)

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