Leonardo Da Vinci, l’eredità del genio vive in 14 discendenti

Leonardo Da Vinci

Dall’arte al cinema, dall’ingegneria alla letteratura: l’eredità di Leonardo Da Vinci è sconfinata e senza tempo. Gli interrogativi sul suo genio però non hanno ancora trovato una risposta. E se, come ritengono gli esperti, la risposta va cercata nei suoi geni – inevitabile il gioco di parole – il modo migliore per trovarla è vedere se essi circolino ancora in mezzo a noi. Nasce così la decennale sfida alla ricostruzione della completa geneaologia della famiglia Da Vinci, oggi pubblicata in un articolo sulla rivista Human Evolution.

“Questo non è solo un articolo di storia e genealogia, ricco di scoperte e nuovi intrecci, che documenta la discendenza dagli antenati fino ai viventi attraverso i luoghi vissuti e il contesto di Leonardo e della sua famiglia”, spiega a Galileo Alessandro Vezzosi, storico dell’arte, fondatore del Museo Ideale di Leonardo Da Vinci e primo autore dell’articolo. “Si distingue anche per un altro straordinario obiettivo: creare le condizioni necessarie per la ricerca scientifica sul DNA, coadiuvando le indagini biologiche e consentendo analisi, verifiche e accertamenti su reperti biologici, sepolture e discendenti viventi. Lo scopo è quello di individuare il cromosoma Y dei Da Vinci. La nostra associazione Leonardo Da Vinci Heritage è nata a Vinci e il suo nome è già una dichiarazione programmatica. Il lavoro si svilupperà in collaborazione con il ‘Leonardo Da Vinci Dna Project’, avviato fra Firenze, New York e Parigi, che ha proprio questo obiettivo”.

Alle radici del genio

Un albero genealogico che comincia dal nonno Michele (anno di nascita 1331) e si dirama fino ai giorni nostri, attraverso ventuno generazioni in 690 anni, per finire con i 14 discendenti ancora in vita, gli unici in grado di fornire il materiale genetico del famoso antenato. Il lavoro appena pubblicato è una sintesi dei risultati a cui gli autori sono arrivati con certezza: dall’individuazione di diverse linee di discendenza diretta maschile iniziata dal fratello di Leonardo, Domenico, all’identificazione di 14 discendenti maschi in linea diretta su 5 rami. Si tratta di un lavoro interdisciplinare che comincia con la ricerca dei dati anagrafici, il confronto di diversi archivi storici – pubblici e privati – e che non può prescindere dalla preziosa interazione con i discendenti diretti della famiglia Da Vinci che – raccontano gli autori – inizialmente molti diffidenti, hanno poi collaborato con grandissimo entusiasmo. Lo studio, ora, continuerà su altri rami della stirpe, alla ricerca di probabili altre linee e altri discendenti.

“Questa lunga ricerca, tuttora in progress, è una sorta di punto e a capo sulle vicende genealogiche dei Da Vinci”, dice Agnese Sabato, presidente dell’associazione Leonardo Da Vinci Heritage e coautrice dello studio. “Siamo partiti tanti anni fa – Vezzosi già dal 1973, io dal 1993 – a interrogarci sulla possibilità che esistessero discendenti di ser Piero, padre molto prolifico di Leonardo, per comprendere la vicenda umana e familiare (oltre che artistica) di uno dei vertici assoluti della creatività, del pensiero e dell’arte di tutti i tempi. Già nel 2008 avevamo pubblicato la notizia che esistevano discendenti in vita”.

Il lavoro ha subito un’accelerazione dal 2016, quando Vezzosi e Sabato sono stati contattati dall’allora direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, Brunetto Chiarelli, per partecipare al progetto internazionale “Leonardo Da Vinci DNA Project”. L’obiettivo era quello di trovare tracce biologiche per ricostruire il DNA di Leonardo. “Per noi, che già dal 2000 stavamo lavorando sulle impronte digitali di Leonardo (e dei suoi allievi) anche con quell’obiettivo, è stata una conferma e una coincidenza fantastica”, continua Vezzosi. “Da lì in poi c’è stato un crescendo di lavoro. Nel 2016 abbiamo dato un piccolo preannuncio nel Teatro di Vinci, in cui abbiamo presentato molti discendenti viventi, ma indiretti e appartenenti a un solo ramo della stirpe dei Da Vinci. Eravamo a conoscenza di soli due discendenti in linea diretta maschile, uno dei quali poi è scomparso nel 2018. Gli ultimi, inediti, passi avanti e la ricostruzione completa della linea di discendenza non sono stati resi pubblici fino a oggi”.

Agnese Sabato e Alessandro Vezzosi con una bozza dell’albero genealogico dal 1820 (XV generazione) al 2021 (XXI generazione), con oltre 225 individui, compresi più di 50 discendenti in linea diretta maschile. Crediti: Leonardo Da Vinci Heritage

Il genio impresso nel Dna

Il cognome, però, non è che il punto di partenza, la base certa e la condizione indispensabile per consentire di procedere negli esami scientifici. L’identificazione della linea di discendenza maschile è indispensabile per verificare il legame di parentela a livello genetico. Il cromosoma sessuale maschile Y, infatti, può rimanere quasi invariato per 25 generazioni, e la sua individuazione – oggi e nel passato – è l’unica strada per certificare il marker del cromosoma Y di Leonardo.


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“Le prossime imminenti tappe prevedono di collaborare fattivamente con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, ora diretto da David Caramelli, nell’ambito delle attività del ‘Leonardo Da Vinci Dna Project’ per procedere all’analisi del DNA dei discendenti viventi e, possibilmente, confrontarlo con quello proveniente da alcune delle sepolture dei Vinci”, conclude Sabato. “L’obiettivo è quello di individuare elementi genetici utili per esplorare le ragioni della genialità di Leonardo, trovare informazioni sulla sua prestanza fisica e l’invecchiamento forse precoce, il mancinismo, la salute ed eventuali malattie ereditarie, nonché di spiegare particolari percezioni sensoriali, come la straordinaria capacità visiva e la sinestesia”.

Riferimenti: Human Evolution