Quanto ci rallentano i link durante la lettura?

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(Foto via Piixabay)

Era il 6 agosto 1991 quando l’informatico inglese Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito web dando il via alla rivoluzione tecnologica forse più grande degli ultimi anni. Che avrebbe cambiato completamente il nostro modo di comunicare e riempito la nostra vita di link. Ma quanto incidono tutti questi collegamenti sulla nostra attenzione? Ci aiutano o piuttosto ci rallentano nella lettura? Beh, dipende. Uno studio dell’Università di Southampton pubblicato su Plos One mostra infatti che i link giocano un ruolo fondamentale nell’attirare l’attenzione dei lettori, e che la scelta delle parole utilizzate, più che il colore, è cruciale. Più difficili sono più saremo rallentati nella lettura.

Il colore attira l’attenzione

I link sono generalmente in grassetto, in blu o nero, e possono essere associati a qualsiasi parola. I ricercatori inglesi hanno cercato di capire quanto il colore e il termine usati nel link influenzassero la lettura su web. Per farlo hanno tracciato i movimenti oculari di un gruppo di volontari durante la lettura di un testo tradizionale e di un testo web, misurando il tempo che i lettori si soffermavano sulle singole parole, quante volte una parola veniva “saltata” e quanto spesso una frase veniva ri-letta.

Analizzando i risultati di questi test, gli autori hanno dimostrato che, durante la lettura di un testo tradizionale, i volontari saltano meno frequentemente una parola colorata rispetto alle altre della stessa frase, suggerendo che il colore sia in grado di evidenziare al lettore i termini di particolare importanza. Tuttavia l’effetto scompare se ci sono più parole colorate nella stessa frase, molto probabilmente perché in questo caso il colore viene percepito come un “falso allarme” , perde la sua forza di segnalazione e il lettore non lo interpreta più come un segno di rilevanza.

Le parole dei link contano

Gli scienziati hanno poi esaminato come viene processata una parola colorata in un link durante la lettura di una pagina web e se esistono differenze rispetto ad un testo tradizionale. I risultati hanno dimostrato che c’è una differenza significativa nella lettura di una parola colorata in un link solo se il termine utilizzato non è di uso comune. In questo caso, infatti, i volontari spendono più tempo sulle parole linkate e ri-leggono la frase più volte. Una parola linkata – spiegano i ricercatori – non è solo un termine importante del testo, ma indica che ci sono ulteriori informazioni collegate pertanto. Quando il termine è poco conosciuto, i lettori tendono a rivalutare e rileggere la frase per assicurarsi di aver capito bene e di aver compreso il motivo della scelta di quel termine.

I link colorati sono importanti per segnalare e sottolineare informazioni di particolare rilevanza all’interno di una pagina web – concludono gli autori della ricerca – e le parole utilizzate sono un elemento chiave in grado di influenzare e guidare la lettura della pagina web. Pertanto, concludono gli autori, la scelta di questi termini deve essere molto accurata, evitando in particolare l’utilizzo di parole poco comuni per non interrompere il flusso di lettura.

Riferimenti: Plos One

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1 commento

  1. Ieri, proprio sul canale tre, che parlava di tecnologia e dislessia c’è stato un servizio favoloso sulla lettura aumentata e facilitata dei libri . Non sono d’accordo coi visori, ma il sintetizzatore vocale può servire a tutti per entrare in common con gli altri. Le parole colorate sono interessanti per evidenziare il senso di un’opera anche difficile e per concentrarci meglio sulle parole che valgono per un senso pieno dei testi che i giovani o i meno giovani analizzano, con una maggiore sensibilità ai temi trattati, anche politici ed economici.

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