L’Olimpiade dei microbi

Lasciate perdere lanciatori del disco, maratoneti e saltatori vari. Le Olimpiadi più divertenti non sono quelle di Londra 2012, ma quelle che si svolgono nel chiuso dei laboratori. E gli atleti non sono gli umani, bensì alcuni tra gli esseri viventi più piccoli del pianeta. Parliamo delle Olimpiadi dei microbi, raccontate da Jeffrey Marlow su Wired.com. L’obiettivo della competizione – come spiegano gli ideatori dei Giochi su Nature Reviews Microbiology – è quello di accendere i riflettori del grande pubblico anche su questi microrganismi, tanto minuscoli quanto essenziali alla vita sulla Terra. Ecco, per punti, le diverse specialità di questi bizzarri Giochi, con vincitori e vinti.  

Gara di velocità 
Partecipano le specie con il più alto tasso di divisione cellulare. Parte favorito l’ Escherichia coli (il batterio che vive nel tratto inferiore dell’intestino dei mammiferi), con un tempo di raddoppio di 17 minuti, superato però sulla linea del traguardo da un outsider, il virus batteriofago, che merita l’oro. 

Boxe 
Un corpo a corpo chimico, a colpi di molecole antimicrobiche: sul ring un ceppo di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina cerca di schivare l’attacco della Pseudomonas aeruginosa. Che viene però squalificata per doping, giacché il regolamento vieta l’uso di piccole molecole per migliorare le proprie prestazioni, regalando così il titolo allo Stafilococco. 

100 micrometri stile libero 
La competizione vede contrapposti microbatteri che avanzano ruotando i loro flagelli elicoidali. Vince al fotofinish Rhodobacter sphaeroides, con un vantaggio di 0,06 secondi su Vibrio alginolyticus e Rhodospirillum rubrum. Qui il video della gara. 

Lancio del giavellotto 
Per conquistare il podio, i concorrenti devono secernere molecole il più velocemente possibile. L’oro va al fungo Puccinia monoica, con un metodo al limite del regolamento: attira gli insetti sulla pianta che ha infettato per completare il suo ciclo riproduttivo

Staffetta 
La gara premia il patogeno con il miglior tasso di trasmissione negli esseri umani. Vince il virus del raffreddore: la sua bassa virulenza gli consente di mantenere la sua vittima sufficientemente in salute da consentirgli il passaggio a un altro ospite. Arrivano al traguardo, ma con ampio distacco, anche la Chlamydia, la peste e l’influenza aviaria

Immersioni 
La giuria premia all’unanimità Photobacterium phosphoreum per la bellezza dell’esecuzione. Il vincitore infatti riluce nel buio e illumina il suo organismo ospite, un pesce che vive nelle profonde acque oceaniche

Prova di resistenza (Olimpiadi invernali) 
Vince il batterio in grado di vivere nelle temperature più rigide. In questo caso l’oro va al batterio Colwellia psychrerythraea34H, vincitore in tutte e tre le categorie: per la più bassa temperatura di crescita (-12 °C), motilità (-10 °C) e produzione di enzimi attivi (-20 °C).

via wired.it 

Credit immagine  a Carl Zeiss Microscopy/Flickr

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