L’orso delle caverne sopravvive negli orsi europei

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Credit: Lajos Berde
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(Credit: Lajos Berde)

Tre metri di altezza, una tonnellata di peso, erbivoro e, soprattutto, estinto ormai da oltre 24mila anni. È l’identikit dell’orso delle caverne, o orso speleo, una specie diffusa in tutta l’Eurasia durante il pleistocene e scomparsa, senza lasciare discendenti diretti, durante l’ultima grande glaciazione. Nonostante il tempo trascorso, comunque, qualcosa di questi antichi animali sopravvive ancora oggi. Uno studio appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution ha identificato infatti tracce del suo DNA all’interno del genoma dei moderni orsi europei: gli orsi bruni e gli orsi polari.

La ricerca è stata realizzata da un team di scienziati provenienti da diverse università europee, ed è stata svolta utilizzando campioni di DNA prelevati dai resti di quattro fossili di orso delle caverne risalenti a circa 35mila anni fa. Lo scopo era quello di approfondire le possibili cause dell’estinzione di questa specie, un mistero su cui ancora esistono più speculazioni che fatti accertati. Ma con l’occasione, i ricercatori hanno deciso di paragonare il DNA con quello degli orsi moderni, scegliendo le due specie che attualmente abitano il continente.

Un’analisi che ha rivelato come una percentuale compresa tra lo 0.9 e il 2,4% del loro DNA proviene direttamente da quello degli antichi orsi delle caverne. Entrambe le specie – assicurano gli autori della ricerca – erano probabilmente in grado di riprodursi incrociandosi con gli orsi delle caverne, e la prole nata da tale unione poteva incrociarsi a sua volta con tutte e tre le specie progenitrici. Di per sé – scrivono gli autori dello studio – non si tratta di una scoperta sorprendente, perché le somiglianze esistenti tra queste specie, e il fatto che abbiano condiviso gli stessi ambienti nel medesimo periodo storico, rendevano già quasi certa la possibilità di incroci e ibridazioni frequenti.

A rendere importante la ricerca è però il fatto che questa sia la prima volta che viene individuato DNA appartenente ad un’antica specie, oggi estinta, all’interno di quello di una specie attuale. Al di fuori dell’essere umano, ovviamente, nel cui DNA (il nostro si intende) conosciamo ormai con certezza la presenza di geni di Neanderthal, e di altri ominidi con cui abbiamo condiviso, in passato, il territorio.

Riferimenti: Nature Ecology & Evolution

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