L’ospedale è on line

Come fa una casa di cura per comprare al prezzo migliore lenzuola o apparecchi medici? Sul Web, confrontando prima le diverse offerte e poi acquistando senza intermediari. E gli ospedali a ridurre le liste di attesa? Grazie a Internet, che permette ai cittadini di prenotarsi direttamente da casa. Come si orientano i pazienti per scegliere l’équipe medica a cui affidarsi? Consultando le pagine del Web, dove portali specializzati pubblicheranno i servizi con relativo giudizio di ogni clinica, ospedale, ambulatorio. Questo lo scenario della sanità prossima ventura, discussa e presentata a Cernobbio dal 9 all’11 aprile scorsi in occasione del Forum organizzato dal Ministero della Sanità. Tra gli stand di Asl, Irccs, aziende private e istituzioni, gli operatori del settore hanno potuto confrontare le proprie esperienze e discutere dei problemi comuni. Ampio spazio hanno trovato le nuove tecnologie, tra prospettive incoraggianti e soluzioni urgenti da trovare.

Il Web interagisce con la sanità almeno su due binari distinti: da una parte semplificando il rapporto fra cittadini e nosocomi, dall’altra rendendo più efficiente la gestione interna dell’intera macchina sanitaria, per esempio nello scambio di informazioni e di merci. Un primo caso è il portale che l’Acea, l’azienda che fornisce acqua e energia su tutto il territorio di Roma, presto metterà a disposizione dei navigatori. “Una sorta di guida Michelin degli ospedali”, ha affermato Riccardo Fatarella responsabile del progetto, “dove sarà possibile visualizzare tutti i servizi sanitari offerti dalla regione Lazio con relativi giudizi”. Come dire “tre bisturi” alla sala operatoria dell’ospedale, “due stelle” all’ambulatorio o “quattro camici” all’équipe di specialisti. Il tutto sia per il pubblico che per il privato. Lo scopo è di rendere il sistema sanità flessibile così da personalizzare la risposta su ogni singolo paziente e sulle sue esigenze specifiche.

Ma l’efficienza di una struttura sanitaria si costruisce dall’interno. Ecco che anche in questo la Rete sembra poter dare una risposta esauriente: l’e-procurament. L’acquisto del materiale sanitario sul Web, “introducendo l’e-commerce nei siti di ogni ospedale, o creando siti dove sia possibile confrontare le diverse offerte”, ha spiegato Gunnar Svensson direttore generale dell’International Hospital Federation (Ihf), un organismo internazionale che raccoglie quanti gestiscono strutture sanitarie sia pubbliche che private. Un modello sperimentato dall’Ihf per prima introducendo sulle proprie pagine Web uno spazio dedicato alle aziende, una vetrina delle occasioni dove i manager pubblici e privati possono rendersi conto dell’offerta internazionale. Già perché questo è l’unico sito che permette un confronto a tutto campo. “In tutti i paesi infatti stanno nascendo siti di questo tipo”, spiega Svensson, “ma l’offerta è sempre circoscritta al territorio nazionale, noi abbiamo allargato gli orizzonti”. Per ora si tratta solo di una vetrina ma in futuro si passerà al one-stop-shop: un supermercato virtuale che permetterà di acquistare tutti i prodotti con un unico sistema di fatturazione.

E in Italia? La punta di diamante è a Viterbo, dove la Asl ha già portato a termine una prima fase sperimentale del progetto che comprende la visualizzazione sul Web dei bandi di concorso, le lettere di invito ai capitolati, la criptazione delle offerte. Risultato: nel 2000 sono state effettuate transazioni per alcuni milioni. Oggi si sta avviando la seconda fase che prevede l’approvvigionamento programmato di materiali garantendo così maggiore trasparenza e informazione sul mercato, riduzione dei tempi e dei costi di consegna, migliore rapporto qualità-prezzo. Come fare affinché l’esperienza di un’azienda sanitaria locale diventi patrimonio di tutti? E non ultimo, che la comunicazione fra istituti sanitari diversi si tramuti anche in un vantaggio per il cittadino? “C’è bisogno di una rete sanitaria nazionale”, afferma Marcello Canali ingegnere del Ministero delle Comunicazioni. Un progetto che al ministero stanno già avviando (il 19 di aprile è prevista la prima riunione per lo studio di uno standard unico) e che aiuterà sia i medici che i pazienti. “Stiamo pensando a una Intranet su scala nazionale che permetta, qualsiasi sia l’apparecchiatura dell’istituto, di comunicare con tutti gli altri”, spiega ancora Canali. Così una radiografia fatta a Palermo potrà essere inviata e letta a Milano, un elettrocardiogramma eseguito a Cagliari potrà essere consultato a Udine. Buone notizie anche sul fronte smart card. “Abbiamo ottenuto l’assenso da parte dell’Associazione bancari italiani per far leggere le carte di credito e i bancomat dai lettori di smart card sanitarie”, conclude Canali. Nel futuro quindi un paziente potrà prenotare e pagare direttamente un esame in un’unica soluzione: carte diverse, stesso lettore.

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