Anche l’emisfero nord di Marte presenta dei crateri, sepolti nelle sue sterminate pianure. Lo annuncia su Nature un gruppo di ricercatori guidato da Thomas Watters sulla base dei dati inviati dal radar Marsis, imbarcato a bordo della sonda dell’Esa Mars Express.
La scoperta smentisce quella che era finora una certezza: la crosta marziana si differenzia in due nette zone topografiche. L’emisfero nord è infatti noto per essere prevalentemente pianeggiante, a differenza di quello sud costituito da altopiani ricchi di crateri molto antichi. Le immagini provenienti dalla sonda, che hanno ripreso circa un sesto delle pianure nordiche, rivela però la presenza di 11 crateri interrati con diametri che vanno dai 130 ai 470 chilometri.
La loro conformazione fa pensare che la crosta di queste zone più pianeggianti sia in realtà molto antica e risalga a circa quattro milioni di anni fa. Un’età molto prossima a quella della crosta degli altipiani meridionali. È proprio la necessità di una datazione precisa uno degli scopi principali degli scienziati: riuscire a determinare l’età dei crateri scoperti nell’emisfero settentrionale permetterebbe di conoscere l’evoluzione del pianeta e l’origine di questa differenziazione geologica.
Per ora sono state avanzate solo teorie, come quella legata alla tettonica delle placche. Forse ora gli ultimi dati provenienti direttamente dal pianeta rosso potranno offrire un nuovo punto di vista: la differenziazione potrebbe aver avuto luogo già dalle prime fasi evolutive del pianeta. (m.cap.)





