Nube radioattiva in Italia, cosa dice l’Ispra

La dispersione dei rilasci di radioattività dalla centrale giapponese, sin dall’inizio dell’evento, ha risentito delle traiettorie dei venti che, su larga scala, hanno interessato prevalentemente l’area orientale e nord orientale, verso l’Oceano Pacifico e gli Stati Uniti.

Nel loro movimento le masse d’aria vanno gradualmente depauperandosi del contenuto iniziale di radioattività, per cui si ritiene che, giunte in Europa, avranno una concentrazione di radioattività estremamente bassa, a livelli tali da risultare difficilmente rilevabile con i normali sistemi di misura, e comunque da ritenersi non rilevanti dal punto di vista radiologico. Al riguardo, l’Environmental Protection Agency statunitense, utilizzando sistemi di rilevamento estremamente sofisticati, ha nei giorni scorsi stimato che i livelli di radioattività in aria risultano talmente bassi da comportare per un individuo della popolazione una dose dell’ordine di centomila volte inferiore a quella normalmente ricevuta dalla radioattività naturale.
Comunicazioni in tal senso sono fornite anche dall’Autorità di sicurezza nucleare e dall’Istituto di sicurezza nucleare e di radioprotezione francesi.

L’Autorità per la Radioprotezione dell’Islanda, grazie a sistemi molto sofisticati, in grado di rilevare anche concentrazioni di radioattività ampiamente  al di sotto dei valori che possono comportare un rischio sanitario per la popolazione, hanno rilevato tracce di Iodio 131 ritenute dall’Autorità stessa dell’ordine di un milionesimo di volte inferiori a quelle misurate in Europa a seguito dell’incidente di Chernobyl e che non comportano alcun rischio per la salute.

L’ISPRA, a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone, ha richiesto, sin dal 12 marzo 2011, ai soggetti della rete delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la protezione dell’ambiente di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l’andamento di una eventuale presenza anomala di radioattività in aria riconducibile all’incidente. Attualmente si stanno effettuando misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Cesio 137 e Iodio 131. E’ stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale.

Tutti i risultati delle misure giornaliere effettuate sino ad oggi non hanno evidenziato anomalie rispetto a quanto rilevato precedentemente all’incidente.

1 commento

  1. Sarebbe possibile sapere come mai se la/le nubi radioattive fuoriuscite dalle centrali nucleari avessero delle dimensioni così (relativamente) limitate, queste abbiano raggiunto (poi), quando sono arrivate nella ns/ penisola, ovvero dopo 13.000 Km. delle dimensioni così vaste, da coprire tutto il Nord, ed il Centro Italia?
    Ciò vorrà dire che la radioattività nell’atmosfera continua ad espandersi , e non si disperde come (si usa) dire/scrivere.

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