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Nuova mielina con le staminali

Le cellule staminali adulte del cervello, iniettate per via endovenosa, riescono a riparare i danni del tessuto nervoso. Raggiungono selettivamente le aree del cervello danneggiate, e lì agiscono come farmaci antinfiammatori naturali, ripristinando la normale conduzione dell’impulso nervoso. A svelare questa nuova funzione delle staminali è una ricerca, pubblicata su Nature, svolta all’Istituto San Raffaele di Milano, in collaborazione con l’Università di Verona, sotto la guida di Gianvito Martino. La sperimentazione è stata seguita su roditori affetti da sclerosi multipla, malattia infiammatoria, di origine ancora poco chiara, che provoca un un progressivo deterioramento della guaina mielinica di rivestimento delle sinapsi neuronali. Le placche che si vengono a formare lungo i prolungamenti delle cellule interrompono il passaggio degli impulsi nervosi, determinando disturbi psicofisici di gravità via via maggiore. Lo studio del San Raffaele ha dimostrato che le cellule staminali, estratte dal cervello, coltivate, e successivamente reiniettate, sono in grado di formare nuova mielina intorno alle lesioni causate dalla sclerosi. I nervi, riavvolti dal tessuto mielinico, riprendono normalmente la trasmissione dei segnali nervosi. Il tutto avviene in tempi abbastanza brevi, la ricostruzione impiega, infatti, circa un mese. Su parola dello stesso Martino, la ricerca apre nuove prospettive per i malati di sclerosi multipla, che in Italia sono circa 50 mila. Ogni anno si contano 1800 nuovi casi, la maggior parte dei quali interessa giovani fra i 25 e i 30 anni. “Ma anche se i presupposti ci sono tutti, la strada da percorrere è lunga” avverte il ricercatore. “Si tratta di una sperimentazione condotta su animali. Prima di arrivare a un impiego clinico sull’uomo sarà necessario attendere almeno cinque anni”. (da.c.)

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