Avrà nome di donna il cacciatore spaziale di antimateria e materia oscura. Si chiama infatti Pamela il satellite che verrà messo in orbita il prossimo 15 giugno, alle 6 ora italiana, dalle base di Baikonur in Kazakistan. Progettato e realizzato dalle agenzie spaziali russa e italiana, insieme a università ed enti di ricerca tedeschi, svedesi, russi e italiani, tra cui l’Infn, orbiterà per almeno tre anni su un’ellissi quasi polare tra i 300 e i 600 chilometri d’altezza. Pamela (Payload for Antimatter Matter Exploration and Light-nuclei Astrophysics) è un acronimo che racchiude nel nome la sua missione: raccogliere dati su materia oscura e antimateria misurando le caratteristiche dei raggi cosmici che sarà in grado di rilevare. Lo studio della materia oscura è uno dei più controversi, sebbene affascinanti campi d’indagine dell’astrofisica contemporanea. Solo una piccola percentuale della massa dell’Universo ci è nota, mentre la gran parte di essa è costituita da una sostanza inafferrabile o diversa da quella conosciuta, ancora non nota. Inoltre, c’è una piccola quantità di antimateria sfuggita all’originario annichilamento con la materia. È proprio per raccogliere maggiori informazioni attorno a questi delicati temi che Pamela indagherà nello Spazio. Forte di strumenti di rilevazione molto avanzati, in grado di registrare il passaggio dei raggi cosmici senza il disturbo dell’atmosfera, è il primo satellite messo in orbita con questo scopo per così lungo tempo. (m.cap.)





