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Paranoia in salsa francese

di
Matteo Bartocci

Thierry MeyssanL’incredibile menzogna. Nessun aereo è caduto sul pentagonoFandango, 2002pp. 177, euro 15,00Un libro strano, in testa alle classifiche di vendita anche in Italia, questo del giornalista francese Thierry Meyssan. Strano perché l’attentato al Pentagono, che dà il nome al saggio, è analizzato solo per 10 pagine, mentre le altre si concentrano sugli altri attacchi che hanno funestato l’11 settembre. Strano perché pur nella sua relativa ricchezza documentale il libro non fornisce alcuna prova conclusiva di quello che afferma. È più una collezione di incongruenze raccolte attorno a una tesi paranoica che una vera prova di giornalismo di inchiesta. L’idea che l’autore sostiene è che le stragi non siano state commesse dal terrorismo integralista islamico ma dai servizi segreti statunitensi, in particolare da una non meglio individuata lobby di estrema destra presente all’interno e all’esterno del sistema politico statunitense. Che l’estrema destra americana sia una realtà pericolosa – e sottovalutata – lo dicono gli eventi di Oklahoma City (1995) e le strane lettere all’antrace diffuse negli Stati Uniti immediatamente dopo l’attentato (2001). Ma un’inchiesta giornalistica su un tema così importante andrebbe condotta e pubblicata meno furbescamente, con più tempo a disposizione e più professionalità. Purtroppo per noi lettori, infatti, nessuna “prova” prodotta nel libro è di prima mano o raccolta direttamente dall’autore e l’indagine sembra condotta più su Internet e sugli altri mezzi di comunicazione che nel mondo reale. E proprio sul Web si è già scatenata una polemica in risposta alle tesi di Meyssan: al sito dell’autore www.effroyable-imposture.net (((http://www.effroyable-imposture.net/))), dove è raccolto tutto il materiale (circa 800 documenti) alla base del libro, risponde per esempio http://www.snopes2.com/rumors/pentagon.htmLe accuse del giornalista francese girano tutte intorno alle scarse evidenze fotografiche dell’avvenuto schianto del velivolo sul Pentagono. All’autore sembra infatti peculiare che non siano stati ritrovati i rottami dell’aereo e che il governo degli Stati Uniti non abbia reso disponibili immagini a riguardo ((http://www.defenselink.mil/photos/Sep2001/))). In realtà alcune istantanee che ritraggono pezzi di fusoliera possono essere trovate anche in Rete (((http://www.cnn.com/2002/US/03/07/gen.pentagon.pictures/index.html))). Ma soprattutto, se le cose non fossero andate come i giornali hanno raccontato, in che modo è stata provocata l’esplosione al Pentagono? Dove si sarebbe schiantato l’aereo? A queste domande il libro non risponde in maniera puntuale ma presenta una lunga serie di incongruenze investigative che, secondo Meyssan, svelerebbero “L’incredibile menzogna”. Al di là della valutazione di merito sulle accuse, quello che sembra chiaro è che il ruolo dei media e del giornalismo, rispetto ad eventi come questo, non è riducibile all’esercizio proposto (((http://www.whitehouse.gov/news/releases/2001/10/20011010-9.html#Rice))) già il 10 ottobre 2001 da Condoleeza Rice, Consigliere per la sicurezza nazionale Usa, ai direttori dei maggiori network televisivi americani. Una prudenza che richiede di “evitare di diffondere tutto quello che potrebbe nuocere alla sicurezza del popolo americano”. Un consiglio seguito al 100 per cento dai media di tutto il mondo. Forse un equilibrio tra le due posizioni, di Rice e di Meyssan, sarebbe più auspicabile. Sintetizza benissimo Sandro Veronesi nella sua bella ma breve prefazione critica: “Il grande merito di questo libro è l’aver denunciato quello che era letteralmente sotto gli occhi di tutti e che nessuno era riuscito a vedere, cioè l’impossibilità pura e semplice che l’11 settembre sia successo ciò che dicono le autorità americane”. ‘Solo’ ciò che dicono le autorità americane, aggiungeremmo, più prudentemente, noi.

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