Perché il tempo sembra passare così in fretta?

Alcuni faranno ancora fatica a scrivere nella data di oggi 2014. È come se il tempo fosse volato, dallo scorso anno. Ma perché sembra correre così velocemente, soprattutto quando andiamo più in là con gli anni? L’interrogativo tiene impegnati gli psicologi già da un po’, almeno dalla fine del Diciannovesimo secolo, quando William James sosteneva che il tempo accelerasse con l’età perché diventando adulti gli eventi memorabili (il primo giorno di scuola come il primo bacio) diventano sempre meno. Un articolo su Scientific American ripercorre quello che gli psicologi hanno capito sul perché a volte il tempo sembra volare.

Negli anni Sessanta, per esempio, un semplice esperimento suggeriva che sì in effetti per chi è più avanti con gli anni il temposembra scorrere più velocemente. I giovani infatti tendevano a descriverlo più con metafore stabili (per esempio paragonandolo a un oceano tranquillo, a qualcosa di immobile) rispetto agli anziani (per i quali il tempo era veloce come un treno). In periodi più recenti, Marc Wittman e Sandra Lehnhoff hanno esteso l’esperimento facendo compilare a circa 500 persone di età compresa tra i 14 e i 94 anni dei questionari per misurare la percezione dello scorrere del tempo.

A differenza di quanto riferito prima, lo studio di Wittman e Lehnhoff non ha osservato una particolare associazione tra età e percezione del tempo: tutti, giovani e anziani, ritenevano che passasse molto velocemente. Invece, quello che variava con l’età, era la sensazione del tempo come pressante: nelle persone di età compresa tra i 20 e i 59 anni, l’idea che il tempo stringesse era maggiore. Un fatto questo, dovuto probabilmente all’accumulo di impegni nella fascia di età corrispondente alla vita da studente e poi a quella lavorativa, e alla sensazione di non avere abbastanza tempo per far tutto, spiegavano i ricercatori.

Nel 2010 però un esperimento di William Friedman e Steve Janssen, basato sulle sensazioni riferite da giovani e adulti sullo scorrere dei loro ultimi dieci anni, suggeriva che il tempo, per chi fosse più in là con gli anni, fosse passato più velocemente. E in questo, ancora una volta, un ruolo importante lo aveva avuto la sensazione di essere “pressati dal tempo” riferita dai partecipanti.

Al di là delle sensazioni e delle storie personali di ciascuno, sembra piuttosto chiaro che le ragioni per cui il tempo voli con gli anni siano queste cinque. Punto primo: misuriamo il tempo con gli eventi memorabili. Così, per esempio, i ricordi del primo bacio, del primo ballo, o della prima macchina possono sembrare appartenere a un tempo molto più lungo, nostalgicamente parlando, del periodo in cui ebbero effettivamente luogo. C’è poi il fattore età: tendiamo infatti a considerare il tempo in riferimento agli anni che abbiamo, così che 12 mesi avranno un significato diverso sia che siamo bimbi di 5 anni o adulti di 50 (e sembrando rispettivamente più lunghi o più corti).

Ma ci sono ragioni anche più intime dietro la sensazione che il tempo voli. Una di queste è l’idea che il nostro tempo biologico, quello che ci sentiamo, con l’età cominci a scorrere più lentamente e che sia stonato invece con quello esterno, scandito dal correre dei giorni sul calendario. Un po’ come a dire: ci sentiamo sempre gli stessi ma gli anni passano comunque. E poi ci sono gli impegni a ricordarci che il tempo vola: se siamo piccoli, e l’unica preoccupazione è quella di giocare e aspettare la notte dei regali di Natale, allora il tempo sembrerà non scorrere mai. Al contrario se noi siamo quelli che corriamo per comprarli quei regali, in giro per la città, racimolando minuti tra un turno e l’altro, il tempo sembrerà volare. Da ultimo infine va ricordato che lo stress  ci mette del suo per far sembrare che le lancette corrano più velocemente: non aver abbastanza tempo per far tutto potrà contribuire alla sensazione che il tempo vada di fretta.

Via: Wired.it

Credits immagine: Mancha Extraña/Flickr

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5 Commenti

  1. Parlando da non esperto, mi pare però che ci sia un aspetto che non è stato preso in considerazione, che potrebbe avere rilevanza nella percezione che il tempo passi più velocemente, da parte delle persone più anziane.
    La percezione di quanto velocemente passi il tempo è probabilmente condizionata anche dall’attesa del tempo che rimane da vivere.
    Chi vede la fine più vicina vorrebbe rallentare lo scorrere del tempo per averne più da vivere, e quindi – per contrasto con le sue attese – il tempo gli sembrerà scorrere troppo velocemente.
    E’ strano che in questi studi nessuno abbia preso in esame questo aspetto.

  2. L’osservazione di Salvatore è molto più intelligente e sensata delle ovvietà di quei professoroni che devono scrivere pur qualche articolo per giustificare le cattedre che hanno.

  3. il tempo esiste a livello mentale e basta….la percezione cambia da individuo a individuo, in base ad alcune caratteristiche, alimentazione, tipo di vita ecc…..

  4. Propongo la seguente riflessione.

    Il secondo anno di vita in proporzione al primo anno trascorso e pari di lunghezza. Poi ogni anno che segue, esso diventa una parte o frazione in corrispondenza al tempo già trascorso.
    Esempio
    Il 50° anno di vita e pari a 1/50 dei cinquanta anni trascorsi e viene percepito a livello mentale come più corto di 1/10 oppure 1/20 ……
    Questo potrebbe creare la sensazione che il tempo voli.

  5. Secondo me, da piccoli, tutto passava più lentamente, perchè era un mondo tutto da scoprire… Ad esempio: quando frequentavo le scuole materne, elementari e medie, (stessi compagni di classe, stessa città, tutti e tre gli edifici erano collegati dallo stesso cortile, cambiava solo l’ingresso), era come se il tempo si fermasse, imparavo di anno in anno cose nuove, imparare a scrivere, leggere, contare, memorizzare contenuti sempre più ampi via via che avanzavo di classe… quando sono andata alle scuole superiori (che io ho frequentato in un altro paese da pendolare, perchè l’indirizzo di studi che volevo fare non c’era in paese), ho cambiato tutti i compagni di classe, un ambiente nuovo ecc.ecc…. alla fine ho studiato le stesse cose che studiavo alle elementari e medie, solo in maniera piu approfondita, ma quello era… i 5 anni delle superiori, mi sono volati piu velocemente rispetto ai 3 anni delle medie (alle medie, ero un pò stufa dei compagni di classe, eravano sempre gli stessi, alcuni maturavano, altri , invece rimanevano bambini, perchè è quella l’età critica… durante le medie si capisce un pò chi sono quelli che perderai di vista, e quelli che saranno i tuoi amici, o persone che rivedrai… almeno, per me è stato cosi)… durante i 5 anni delle superiori, il tempo scorreva velocemente… mi sono ritrovata in un batter d’occhio in seconda, poi terza, quarta e quinta… (la velocità con cui gli anni passavano, era dovuta anche al fatto che alle superiori portavo a casa voti alti, quindi mai bocciata nè rimandata, non ho perso anni)… è come se avessi chiuso gli occhi il primo giorno di scuola, e avessi riaperti solo 5 minuti dopo, ritrovandomi nel giorno dell’esame di maturità. Avevo tanti progetti, alcuni si sono realizzati (ad esempio sono andata all’università, finita in un batter d’occhio pure quella, proprio perchè davo gli esami in regola, ed esame dopo esame, si finisce anche l’università)… Oggi lavoro, le giornate scorrono veloci perchè sono super impegnata. Quindi in parte è vero: più impegni si hanno, piu il tempo è veloce…

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