HomeSalutePersone, non solo malati

Persone, non solo malati

di
Letizia Gabaglio

Nadio Delai e Daniela Minerva (a cura di)Curare l’uomo, non solo il cancroIndagine sulla condizione del paziente oncologico anzianoFranco Angeli, 2003 pp. 119, euro 13,00Non è vero che il successo terapeutico nel caso di una anziano è destinato a rimanere basso. Non è vero che le neoplasie negli anziani procedono più lentamente. Non è vero che è inutile migliorare gli stili di vita in età anziana. Non è vero che essere anziani diminuisca sempre e necessariamente la capacità funzionale dei diversi organi. Ecco una serie di vecchi preconcetti che l’oncologia geriatrica ha scardinato, imponendo all’attenzione di tutti ciò che è scritto anche nel Codice Europeo contro il Cancro: “Un anziano ha le medesime chanche di un adulto”. La popolazione italiana ha recepito questo messaggio? Che idea ha delle cure e dell’attenzione che lo Stato dovrebbe assicurare ai pazienti oncologici anziani? A queste domande risponde l’indagine condotta da Ilesis – Ricerca Formazione per i Sistemi Sanitari, una società specializzata nel campo dell’analisi dei bisogni di salute della popolazione, pubblicata da Franco Angeli e presentata mercoledì 5 novembre scorso presso il Senato della Repubblica. “Nadio Delai, sociologo i direttore di Ilesis, sintetizza così i risultati dell’indagine: “per gli italiani gli anziani con tumore non sono pazienti di serie B”. Forse perché il 44 per cento della popolazione ha avuto esperienza diretta o indiretta dei problemi con cui si scontra un paziente oncologico anziano. Un’esperienza comune quindi che porta più del 43 per cento del campione a pensare che l’anziano malato sia in qualche modo discriminato e il 71,1 per cento a dichiarare che a tale paziente “deve essere dedicata la stessa cura e la stessa attenzione di un paziente adulto, perché la malattia rende tutti uguali”.In parte ciò non è vero purtroppo. Perché un malato anziano nella maggioranza dei casi non ha solo il cancro ma anche altre patologie. È un sistema complesso più di altri pazienti. Per questo, come dice Silvio Monfardini, presidente della Società Italiana di Oncologia Geriatria nell’intervista rilasciata a Daniela Minerva che chiude il libro, “innanzitutto i medici devono capire chi è l’uomo che si trovano davanti, che vita ha fatto, in che condizioni si trova, e che voglia ha di affrontare questa nuova situazione”. Per farlo l’oncologo non solo dovrà dedicare tempo al paziente ma dovrà dialogare anche con i suoi famigliare e con gli altri specialisti che lo hanno in cura. Un paziente tum,orale senza una logica di “squadra clinica” ma anche di “squadra sociale” alle spalle vede diminuire le proprie speranze di vita, di riabilitazione, di rinserimento. Sulla rete di supporto gli italiani che hanno risposto all’indagine non hanno dubbi: la famiglia non può essere lasciata da sola a gestire il problema, o quanto meno deve essere supportata. E allora Delai a questo punto a pensato di indagare anche quanto gli italiani siano disposti a metterci di tasca loro, o, usando termini più sociologici, fino a che punto ci sia un’assunzione di responsabilità. Non fino in fondo. La maggior arte degli italiani cioè non sono disposti a pagare più soldi in cambio di una promessa di una maggiore assistenza dei malati anziani, sebbene un terzo si dica favorevole a un eventuale assicurazione integrativa. In altre parole sembra che la fiducia nella capacità dello Stato di assicurare il servizio sia scarsa. La presentazione del rapporto è stata quindi l’occasione anche per parlare di politica e di misure legislative che agevolino quanti devono assistere questo tipo di malati. Il senatore Antonio Tomassini, presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, ha promesso che cercherà di presentare un emendamento alla Finanziaria che preveda sgravi fiscali alle famiglie per l’assistenza domiciliare, le cure, i permessi di accompagno, il sostegno tecnologico, insomma per tutto quello che serve per una dignitosa assistenza ai malati tumorali. Un’iniziativa accolta con favore da Giuseppe Peterella, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ed esponente dell’opposizione.

RESTA IN ORBITA

Articoli recenti