È il principale responsabile della formazione, dello sviluppo e della proliferazione delle cellule tumorali. A dispetto del nome, che per coincidenza di sigle ricalca quello di un noto cartone animato, il gene Pokemon ha un ruolo cruciale in numerose neoplasie, dai tumori del sangue, come i linfomi, ai tumori solidi. Se si inibisse la sua funzione all’interno della cellula, si interromperebbe il processo di trasformazione tumorale. La scoperta, pubblicata oggi su Nature, si deve a Pier Paolo Pandolfi, ricercatore romano, che da anni lavora negli Stati Uniti, dove è direttore del Cancer Biology and Genetics Laboratory, presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. “Negli ultimi anni sono stati individuati molti geni che causano il cancro, ma nessuno presenta le particolari caratteristiche dell’oncogene Pokemon”, afferma Pandolfi. “Una volta neutralizzato, infatti, il processo tumorale si arresta completamente, perché la sua assenza impedisce la funzione degli altri oncogeni coinvolti”. Si punta ora alla ricerca di farmaci mirati, in grado di bloccare l’azione del gene. (da.c.)





