Radioattività Giappone: i dati sono segreti

Forse non tutti lo sanno, ma esiste un’ Organizzazione Internazionale che si occupa di monitorare i livelli di radioattività nell’atmosfera per smascherare i paesi che eseguono test nucleari illeciti. Si chiama Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto) ed è stata fondata a Vienna nel 1996. Il suo lavoro, ovviamente, potrebbe essere di grande utilità anche nel caso di incidenti nucleari, come quello verificatosi in questi giorni in Giappone in seguito al tremendo terremoto (nella gallery una rassegna delle foto delle ultime 24 ore). Usiamo il condizionale perché la Ctbto, si apprende leggendo un articolo su Nature, non è autorizzata dai suoi 182 stati membri, tra cui l’Italia, a rendere pubblici i suoi dati.

Ma andiamo con ordine. Nel 1996, nasceva a Ginevra il Trattato di Non Proliferazione Nucleare con l’obiettivo di realizzare il disarmo nucleare in tutto il mondo grazie a un attento e rigoroso controllo internazionale. Purtroppo, il trattato non è ancora in vigore, perché manca la ratifica da parte di nazioni importanti. Si tratta di paesi con capacità nucleari come India, Iran, Pakistan o Corea del Nord, che non aderendo al patto lo rendono di fatto inapplicabile. Stesso destino, quindi, spetta all’organismo che ha il compito di rendere effettivo il trattato, per l’appunto il Ctbto.

Tuttavia, nonostante l’organizzazione non sia ufficialmente operativa, già lavora in maniera ufficiosa alla ricerca di segnali sospetti. Con le sue 60 stazioni sparse in tutto il Pacifico (due sono in Giappone, proprio vicino Tokyo, mentre la maggior parte delle altre sono sparse nelle regioni asiatiche e nelle isole del Pacifico), il Ctbto monitora costantemente l’attività sismica in alcuni punti caldi del pianeta. Dopo il terribile maremoto del 2004 nell’Oceano Indiano, infatti, gli stati membri dell’organizzazione hanno dato il loro benestare affinché si iniziassero a raccogliere e rendere pubblici questo tipo di dati, indispensabili per la sicurezza internazionale. Attualmente, per esempio, il Ctbto sta collezionando dati idroacustici in Giappone per cercare di prevenire possibili, futuri tsunami causati da nuove scosse di assestamento.

La stessa trasparenza, purtroppo, non si riscontra sul fronte dell’allarme radioattività. Grazie alle sue stazioni di ricerca, il Ctbto è in grado di rilevare i livelli di radionuclidi presenti nell’aria. Si tratta, per esempio, di atomi di cesio, zirconio o iodio che a causa della loro instabilità perdono energia emettendo radiazioni. Ebbene, studiando lo spettro delle radiazioni emesse dai nuclei degli elementi dispersi nell’atmosfera, i ricercatori riescono a capire quali e quanti radionuclidi sono presenti. Una volta ottenuti questi dati, li inviano ai singoli paesi per ulteriori analisi. Ed è qui che nasce il problema.

“ Abbiamo il mandato dai nostri 182 stati membri di rendere pubblici i dati sismici”, spiega a Nature la portavoce del Ctbto Annika Thunborg, “ma non quelli sulla radioattività. Per cui, oggi, non possiamo dire cosa stiamo trovando in Giappone”. Una contraddizione, perché come si legge sul sito dell’organizzazione, la missione del Ctbto è di natura civile, in altre parole di aiuto alle popolazioni. Perché allora tutta questa riservatezza? L’unica spiegazione, forse, potrebbe essere quella di evitare di creare allarmismi e panico tra i civili. Una spiegazione plausibile, certo, ma non accettabile, perché è in gioco la vita di migliaia di persone.

1 commento

  1. Salve a tutti,il paradosso di questo articolo è che al fine dell’informazione non serve a nessuno sapere che un’organizzazione “sa e non dice”…
    Wikileaks non insegna niente,mah…

  2. Vediamo di tentare di riflettere un pochino.
    Radioattività in Giappone, discrasie del governo, che hanno volutamente “taciuto” per non creare (inutili?) allarmismi alla popolazione.
    Consigli iniziali del tipo di poter bere l’acqua potabile, di poter anche pescare sul mare, di mangiare tranquillamente qualsiasi cosa escludendo solamente gli spinaci.
    Come se quest’ultimi ,solo loro, assorbissero una quantità nefasta di radioattività presente nell’aria giapponese.
    Molto è stato fatto come propaganga per cercare di convincere loro che le fuoriuscite di nubi radioattive ( molto di più di quella unica, vista e rivista alla televisione centinaia di volte) fossero andate disperse verso l’oceano grazie ai venti e le correnti marine che avrebbero allontanato i nucleidi presenti nell’atmosfera.
    Ma allora perchè le autorità hanno intimato di lasciare le case nel raggio di 20/30km.?
    Se poi questa famosa nube radioattiva è arrivata da noi in Italia dopo aver percorso 13.000Km, depositando il suo micidiale carico “infame”,( di cui i valori, avrete notato, non sono mai stati resi noti!) che valore di radioattività avrebbe avuto avere quando questa è partita dal Giappone, ed ha lambito l’America, L’Islanda, La Spagna, la Francia, l’Italia, la Germania ?
    E tutti i prodotti tecnologici che il Giappone esporta in tutto il mondo siamo sicuri che non siano anch’essi stati contaminati?
    Forse anche quest’ultimi erano “protetti” da camere piombate,sterili?
    Ed allora?
    Le macchine, le moto, i condizionatori, i telefonini, gli LCD ed i Plasma,ecc…ecc… erano tutti ad una distanza di sicurezza?
    Cioè se una nube deposita il suo carico altamente tossico/contaminato a 13.000 km. forse solamente, ad un migliaio di chilometri dalla catastrofe, tutto sarebbe diventato sano ed incontaminato?
    Ma voi realmente pensate che qualora qualsiasi “prodotto” fosse radioattivo, noi cittadini lo potremmo mai sapere o conoscere?
    Cioè le Autorità ce lo rivelerebbero mai ?
    Nella pratica i giapponesi sono ritornati a lavorare come se nulla fosse accaduto, qualcuno ha pure detto che costoro, siano un popolo d’eroi, ma nella loro realtà che avrebbero dovuto, o potuto fare in alternativa?
    Emigrare dalle loro città in 30.000.000 di persone?
    Sversare 7.500tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano è stato qualcosa di nefasto che avrebbe dovuto essere assolutamente impedito.
    Come può il Giappone arrogarsi il diritto di lasciare al mondo intero l’incombenza di modificare o distruggere l’intero eco-sistema marino?
    Siamo certi che il processo di avvelenamento terminerà così?
    Tutta la flora e la fauna del mondo, prima o dopo sarà inevitabilmente contaminata.
    Dal solo pescatore che mangia ciò che esso stessa pesca, dalle industrie del pesce sparse in tutto il mondo,dai residui che contamineranno le acque “dolci”, dagli animali,e dagli uccelli che continueranno a “diffondere” nel mondo tutto ciò di cui si alimentano, e perfino dai cacciatori che si ciberanno delle loro vittime.
    Ma sappiamo che è sufficiente solo un micron di grammo di plutonio (ovvero un milionesimo di grammo) per uccidere un essere umano, e perciò per meglio comprendere, è sufficiente un solo grammo per uccidere un milione di persone.
    E’ questa la fine del mondo?

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