Sclerosi multipla, big data al servizio del paziente

Device e smartphone riescono a registrare in maniera rapida le reali condizioni dei pazienti. Così la tecnologia in futuro aiuterà a stabilire quale cura sarà la migliore per ognuno

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COSA PUO’ fare la tecnologia per un malato cronico? Per una persona che è destinata a perdere progressivamente la capacità di camminare o eseguire semplici movimenti? Molto, come hanno dimostrato le molte ricerche sul tema della e-health presentate durante il congresso del gruppo di ricerca europeo per lo studio della sclerosi multipla (Ectrims), che si è appena concluso a Parigi. Non si tratta tanto e solo di app o ausili che aiutano i pazienti a vivere meglio, ma di programmi in grado di registrare abitudini, capacità, parametri biologici, di unirli ai dati clinici che provengono dai test periodici e di dare così indicazioni utili ai medici in termini di cosa serve davvero al paziente e addirittura di come evolverà la sua malattia.

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