Spazio, avanti tutta

Un bilancio positivo e un sospiro di sollievo. Potrebbe essere riassunto così l’esito della conferenza ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea che a Berlino il 5 e 6 dicembre ha messo intorno a un tavolo i 17 membri dell’Esa per discutere sul futuro della ricerca spaziale. I rischi prima dell’appuntamento non erano pochi. I paesi più importanti (quelli cioè che contribuiscono maggiormente al bilancio dell’Esa: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Belgio) a causa di divergenze nelle politiche industriali non erano d’accordo su alcuni punti. Ma ogni frizione non ha portato a rotture e tutto è andato per il verso giusto. Così i paesi dell’Esa si sono accordati praticamente su tutto quello che è stato oggetto di discussione. “Abbiamo raggiunto il 95 per cento del budget che avevamo richiesto”, ha commentato entusiasta al termine dei lavori Jean Jacques Dordain, direttore generale dell’Esa. La riunione si è infatti conclusa con un finanziamento di otto miliardi di euro (che vanno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi già impegnati dall’Esa) per i prossimi cinque anni. Soldi che rafforzeranno anche i programmi scientifici il cui budget è aumentato del 2,5 per cento anche per l’approvazione della missione Cryosat-2, satellite che avrà il compito di studiare i ghiacci del nostro pianeta come avrebbe dovuto fare Cryosat-1 caduto in mare a ottobre dopo qualche minuto dal lancio a causa di un guasto del razzo.Oltre ai maggiori finanziamenti per la scienza, la ministeriale Esa ha portato ad altri successi. Come, per esempio, un accordo nel settore dei lanciatori. In pratica, d’ora in avanti lo sviluppo dei satelliti sarà legato a doppio filo a quello dei razzi: le sonde e i satelliti europei saranno lanciati solo con lanciatori europei. La cui realizzazione procederà a passo veloce visto che è stato dato il via libera anche al proseguimento di programmi già avviati come Ariane e Vega (un altro ok è arrivato per continuare la partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale e per il lancio del modulo europeo Columbus). Sul fronte delle nuove iniziative sono stati stanziati i fondi per Aurora, il programma di esplorazione del Sistema Solare, per un nuovo programma di telecomunicazioni che prevede la costruzione di un satellite geostazionario, per Gmes (Global Monitoring for Environment and Security) e per il programma tecnologico Gstp (General Support Technology Programme).Dal punto di vista politico, invece, nella riunione sono state prese due decisioni importanti. La prima è l’aumento del numero di partner dell’Esa destinato a crescere con l’allargamento a 25 paesi dell’Unione europea. La seconda è il rafforzamento dei rapporti fra Ue ed Esa che diventerebbe l’agenzia di riferimento per lo spazio in Europa. Insomma l’Esa esce dalla ministeriale di Berlino forse più forte di come era entrata. E la soddisfazione dei dirigenti dell’Agenzia Spaziale Europea trova sponda anche in quella dei singoli stati membri. L’Italia (che nei prossimi cinque anni si è impegnata a investire circa 1.520 milioni di euro), per esempio, per bocca del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha dichiarato in una nota che “in controtendenza rispetto al passato, sono stati decisi maggiori investimenti dedicati al programma scientifico europeo in campo spaziale per il prossimo quinquennio”. Tra gli obiettivi centrati dal nostro paese quello ritenuto più importante “è il riconoscimento, nell’ambito del nuovo programma pluriennale dell’Esa, della priorità del lanciatore Vega rispetto a tutti gli altri della stessa classe nelle missioni satellitari dell’Esa”. L’Italia “ha inoltre consolidato il proprio impegno in questo settore, sottoscrivendo al 30 per cento il programma dell’Esa”.

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