Ecco il tatuaggio senza aghi, indolore e intelligente

tatuaggi senza aghi

Un’iniezione o un tatuaggio senza aghi, indolore, un sogno che diventa realtà. I ricercatori di Ingegneria chimica dell’Università di Twente, in Olanda, hanno messo a punto un nuovo metodo di puntura sottocutanea che prevede la sostituzione dell’ago con l’utilizzo di un laser a diodo. Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied physics, dimostra come questa nuova tecnica sia molto più efficace, meno invasiva e ovviamente meno inquinante di quella tradizionale, che nel caso delle iniezioni impiega dispositivi usa e getta. Ma un focus importante della ricerca è il suo utilizzo nel tattooing, che sarà così meno doloroso e meno rischioso per la salute. Anzi, i tatuaggi, resi “intelligenti”, potrebbero in futuro addirittura aiutarci a tenerla sotto controllo. Ne abbiamo parlato con David Fernández Rivas, primo autore dell’articolo, che ci ha spiegato l’originalità del metodo.

Dottor Rivas, la speranza di liberarci degli aghi risale all’Ottocento, ma nessun tentativo finora ha avuto successo. Come funziona la vostra tecnica di iniezione o tatuaggio senza aghi?

“In effetti, è un’idea antica che, con l’arrivo dei prodotti monouso e grazie alla conoscenza molto più ampia sui rischi in questo campo, si è diffusa nuovamente. Nel nostro progetto, il laser viene puntato su un microdispositivo che contiene un liquido (spesso acqua con coloranti) e il fluido da iniettare. Il laser scalda il liquido che, arrivato a ebollizione, preme fisicamente sul fluido, provocando un getto sottile e potente che penetra in profondità nella pelle”.

Finora avete usato modelli in gel di agarosio. Farete test anche su tessuti biologici?

“Nei nostri esperimenti avevamo bisogno di confrontare gli effetti fisici di una iniezione tradizionale con quelli di una inezione o un tatuaggio senza aghi. I modelli in gel erano quelli ideali perché, grazie alla loro trasparenza, potevamo capire meglio le differenze tra i due metodi. Al momento stiamo facendo esperimenti su estratti di pelle umana e suina. Logicamente, è molto difficile riprodurre le condizioni reali, data la grande varietà delle caratteristiche dei tessuti biologici, ma i risultati sono molto promettenti”.

Avete dato molta importanza alla possibile applicazione come tecnica di tattooing. E’ importante poter fare un tatuaggio senza aghi?

“Molti tatuatori con i quali abbiamo collaborato hanno confermato l’interesse commerciale per una tecnica di tautaggio senza aghi, che risparmi l’esperienza dolorosa. Ma ci sono anche importanti trattamenti di medicina estetica che attualmente vengono fatti tramite macchine tatuatrici. Pensiamo alla copertura di ferite e cicatrici, o al disegno dei capezzoli femminili in seguito a mastectomia. È stato dimostrato, inoltre, che alcuni vaccini funzionano meglio se iniettati con una macchina da tatuaggio piuttosto che con metodi d’iniezione tradizionale. Stiamo anche cercando di formulare nuovi inchiostri arricchiti di biosensori e microchip, che trasformerebbero i tatuaggi in strumenti utili a monitorare dall’interno il nostro stato di salute”.

Come funzionano questi biosensori?

“I biosensori sono la parte più futuristica di tutto il progetto, sul quale lavoriamo da circa due anni. Attualmente, i biosensori in uso hanno un effetto tossico se permangono nell’ambiente fisiologico del nostro corpo per periodi lunghi. Per superare questo ostacolo, collaboriamo con ricercatori che cercano di perfezionare questi dispositivi per misurare i livelli di glucosio e degli ormoni dello stress nel sangue. Sarrebbe fantastico se i tatuaggi non avessero soltanto una funzione estetica. Per esempio, potremmo avere un tatuaggio che cambia colore quando la nostra glicemia è troppo elevata, oppure che ci avverte quando stiamo lavorando troppo. I risultati sono abbastanza positivi, ma per essere sicuri dobbiamo sviluppare una struttura nuova, che non sia attaccabile dal sistema immunitario”.

Questa ultima applicazione, però, solleva alcune questioni etiche legate al controllo e alla privacy…

“Lo sappiamo. Prima di pubblicare una nostra invenzione, dobbiamo convincere più di un comitato etico, spiegandone i vantaggi. L’idea di utilizzare la pelle come piattaforma informativa avrebbe il solo obiettivo di migliorare la vita delle persone, ma ha chiaramente diverse implicazioni etiche e sociali. Per esempio: è giusto tatuare un bambino con un sensore che lascerebbe capire ai compagni di classe che sta lottando contro il diabete? O anche: la società sarebbe pronta ad accettare persone con delle capacità “aumentate”, che le avvertono quando devono smettere di lavorare? Crediamo che sia giusto valutare attentamente tutti gli aspetti, rischi e benefici, e poi decidere cosa sviluppare. In realtà, sebbene si conoscano a fondo i pericoli e le complicanze dermatologiche legate agli inchiostri utilizzati, la moda dei tatuaggi è in costante aumento da anni. Quindi è evidente che abbiamo già imparato ad accettare qualche rischio. Se riuscissimo a dimostrarne anche i benefici, avremmo raggiunto il nostro obiettivo: tatuaggi più sicuri e più intelligenti per tutti”

Riferimenti: Journal ofApplied physics