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Un donatore, sei vite

di
Caterina Visco

Franco Filipponi, Luigi Ripamonti
Il trapianto moltiplica la vita
Baldini Castoldi Dalai Editore, 2009, pp. 109, euro 12,00

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Qual è il “percorso” necessario per ottenere un trapianto? Quanto si deve aspettare? Come si diventa donatore? Come si vive dopo un trapianto? Queste sono alcune delle domande a cui Luigi Ripamonti e Franco Filippini danno risposta in questo libro-intervista. L’idea nasce da una chiacchierata davanti a un piatto di totani in un ristorante di Firenze, durante la quale i due autori si confrontano con la questione della scarsa informazione a proposito dei trapianti da una parte e, d’altra, paradossalmente, della sua vitale importanza. Perché tutti possiamo trovarci, a un certo punto della nostra vita, a dover scegliere di diventare donatori o a dipendere dalla scelta di qualcun altro.

La chiacchierata si prolunga, si moltiplica e inizia a coinvolgere altri interlocutori, come Vincenzo Passarelli, Presidente dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule (Aido). Si scoprono così dettagli e dati inaspettati. Primo fra tutti che l’Italia è tra le prime nazioni d’Europa con una media di 21 donatori per milione di popolazione(pmp), subito dopo Spagna (34 donatori pmp) e Francia (21 pmp). Per ogni donatore si salvano sei vite, grazie ai cinque organi che è possibile espiantare, cuore, reni, polmone, fegato e pancreas. Nonostante i già buoni risultati, però, nel nostro paese la percentuale di parenti che rifiutano di donare gli organi di un loro congiunto è alta e c’è una forte differenza tra regioni: contro i 27-30 donatori pmp in Toscana o Emilia Romagna ci sono i 17-18 in Lombardia e Lazio. Solo un terzo delle persone in lista di attesa riceve un organo ogni anno, e con esso la possibilità di una nuova vita: sono circa novemila i malati in attesa, ma sono solo poco più di tremila quelli operati. Il resto continua ad attendere e a sperare, ma qualche volta, non ce la fa o arriva a un punto in cui anche un trapianto sarebbe inutile.

Ecco il perché di questo libro, avvicinare le persone al mondo del trapianto di organi, puntando sulla chiarezza, sulla trasparenza e sulla verità. Più dei tanti dati e delle tante spiegazioni contenute del libro però, sono le testimonianze raccolte alla fine del volume, a dare una misura della realtà. Il racconto scritto di proprio pugno di chi questo viaggio di disperazione, attesa, speranza, gioia immensa lo ha compiuto e adesso gusta la vita ricevuta giorno dopo giorno è più chiaro di tanti grafici e statistiche. Parole talvolta commoventi, spesso divertenti, ma sempre chiare su un punto: la vita non è scontata, e loro la possono vivere grazie alla generosità di altri.

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