Un test delle urine per il cancro al pancreas?

I livelli di alcune proteine, presenti nei campioni di urine, sono molto alti nei malati di cancro al pancreas. Una scoperta che potrebbe aiutare la diagnosi precoce del tumore

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Attraverso un semplice test delle urine si potrebbe rilevare la presenza del cancro al pancreas, così da permettere una diagnosi più rapida, e offrire molto prima ai pazienti il trattamento adeguato. Questa è la scoperta di un gruppo di scienziati del Regno Unito e della Spagna che, sul Clinical Cancer Research, spiegano come il test delle urine potrebbe diventare uno strumento di diagnosi precoce, grazie all’analisi delle relative concentrazioni di alcune proteine “firma”, presenti solo nelle persone affette da questa patologia.

Il carcinoma del pancreas è una delle neoplasie letali, essendo tra le prime cause di morte per cancro nella maggior parte dei paesi sviluppati. A livello europeo l’Italia ha ancora tassi relativamente bassi di mortalità, con 7/100.000 uomini, e 4/100.000 donne (dati Istituto Superiore di Sanità). Attualmente il cancro al pancreas viene spesso diagnosticato in uno stato già molto avanzato, e per questo solo il 3% dei pazienti riesce a sopravvivere a cinque anni dopo la diagnosi. Inoltre circa l’80% delle persone con questa patologia – diagnosticata appunto in fase avanzata – non sono idonei per accedere a un intervento chirurgico che rimuoverebbe il tumore. Spesso coloro che sono a più alto rischio di sviluppare un tumore al pancreas hanno un parente colpito dallo stesso male, oppure sono forti fumatori, obesi e persone over 50 che soffrono di diabete.

“È stata davvero una scoperta emozionante perché per la prima volta potremmo essere in grado di amplificare la gamma delle opportunità e la speranza dei pazienti con cancro del pancreas, e di passare così da qualcosa che è in fase avanzata a qualcosa in fase iniziale e curabile con un intervento chirurgico”, ha spiegato il co-autore Nick Lemoine del Barts Cancer Institute. “I pazienti sono diagnosticati di solito già quando il tumore è a uno stadio terminale, ma se diagnosticato in fase 2, il tasso di sopravvivenza è del 20%, e in fase 1, il tasso di sopravvivenza per i pazienti con tumori molto piccoli può aumentare fino al 60%”.

Lo studio ha esaminato un totale di circa 500 campioni di urina. Di questi circa 200 pazienti con tumore al pancreas, 92 pazienti con pancreatite cronica e 87 volontari sani. Il resto dei campioni proveniva da pazienti con condizioni benigne o cancerose del fegato e della cistifellea. Nei campioni di urina sono state rilevate e analizzate circa 1.500 proteine. Nello specifico sono stati trovati livelli molto alti di tre proteine (LYVE1 , REG1A e TFF1) nei pazienti affetti da cancro del pancreas, evidenziando così una “firma” che potrebbe identificare la forma più comune di qeusta neoplasia. Dopo un’attenta analisi questa “firma” è risultata essere esatta del 90%.

In futuro saranno fatte ulteriori ricerche dove si darà particolare attenzione alle persone con geni che presentano un rischio più alto di sviluppare questa neoplasia. “Al momento, siamo molto lontani dal sapere se questa ricerca potrebbe portare a un test che contribuisca a rilevare il cancro al pancreas in fase precoce”, ha spiegato alla Bbc Fiona Osgun del Cancer Research UK, “ma una ricerca come questa è di vitale importanza perché ci sono stati pochi progressi nel migliorare la sopravvivenza per il cancro al pancreas, e sono necessari approcci più innovativi”.

Riferimenti: Clinical Cancer Research doi: 10.1158/1078-0432.CCR-14-2467

Credits immagine: Esther Simpson/Flickr CC

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