I pazienti affetti dal virus Hiv e, contemporaneamente, da quello dell’epatite G, hanno maggiori probabilità di vivere più a lungo e meglio di chi è stato colpito soltanto dall’Aids. E’ ciò che affermano due studi pubblicati sul New England Journal of Medicine, condotti su centinaia di pazienti negli Stati Uniti e in Germania. Il virus dell’epatite G, chiamato GBV-C, è, per molti versi, ancora uno sconosciuto: scoperto nel 1995, si sa che non provoca i danni derivanti dagli altri tipi di epatite e che viaggia insieme ad altri virus. Non si conoscono invece le eventuali conseguenze a lungo termine, né se si tratti di “un turista accidentale o meno”, come ha dichiarato Steven Wolinsky uno degli autori della ricerca americana. (d.d.v.)





