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Una mappa per tutti

Il ricercatore Sir Paul Nurse, nobel per la medicina 2001, è convinto che fra qualche decennio sarà possibile la mappatura genetica di tutti gli esseri umani. Al convegno People’s science summit della Royal Society, Sir Paul ha giustificato tale convinzione ricordando i passi da gigante compiuti dalla ricerca genetica: nel 1985 erano necessari tre anni per mappare un singolo gene umano, oggi la mappatura dell’intera sequenza è realizzabile in poco tempo e, nei prossimi 20 anni, sarà possibile mappare i geni di tutti i neonati. Nonostante l’ottimismo Nurse, ridimensiona però l’entusiasmo intorno alla mappatura genetica. Una carta di identità genetica permette sì di individuare le malattie congenite e di curarle per tempo, ma malattie come il cancro o l’infarto sono determinate oltre che da cause genetiche, anche da fattori ambientali come il fumo, l’alimentazione e lo stress. Un progetto simile a quello di Nurse comunque è già in piedi. Craig Venter, fondatore della Celera Genomics (la prima azienda privata a completare la mappa del genoma umano) al costo di 710 mila euro offre già da ora una mappatura completa. (b.s.)

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