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Una medusa nel cuore del pc

Un passo in avanti nella ricerca sulle nanotecnologie grazie a una molecola ingegnerizzata estratta da una medusa, la Aequora Victoria. I ricercatori del Centro Nest-Infm dell’università Normale di Pisa hanno realizzato un dispositivo di memoria biomolecolare, basato su una proteina ingegnerizzata, che proviene proprio da questo organismo. Per lo studio, pubblicato su Applied Physics Letters, i ricercatori hanno isolato un gene della Aequora Victoria che codifica una proteina della classe GFP (proteine verdi fluorescenti), e, modificando artificialmente la sua struttura, hanno prodotto la proteina E2GFP. Questa, se viene sottoposta a particolari frequenze di luce, presenta due stati stabili: nel primo emette luce verde, nel secondo resta inattiva. Ed è proprio questo comportamento che consente di utilizzarla nei processi di scrittura, lettura e cancellazione dei bit d’informazione. Ma non solo, queste proteine possono aggregarsi formando strutture tridimensionali inferiori ai 10-25 micrometri cubi: ogni singola molecola potrebbe essere attivata otticamente per racchiudere un enorme numero di informazioni in uno spazio infinitamente piccolo. E, per questo, rivelarsi utilissima nel settore delle memorie ottiche (come nel caso del CD-Rom) e delle nanotecnologie. (a.ca.)

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