Stimolare i neuroni con onde magnetiche, per migliorare le funzioni linguistiche in pazienti affetti da Alzheimer. È questo l’esperimento condotto dai ricercatori dell’Ircss Centro S. Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia e dell’Università di Brescia, in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università Campus Biomedico di Roma. I primi risultati, pubblicati sugli Archives of Neurology, sono incoraggianti.
Nello studio, 15 malati sono stati sottoposti alla stimolazione magnetica di entrambi gli emisferi del cervello, in corrispondenza della corteccia prefrontale, l’area che controlla il corretto reperimento dei nomi. L’apparecchio per la stimolazione è un generatore di corrente elettrica a elevata intensità, che viene scaricata su una bobina a spire di rame. Circolando in queste spire, la corrente crea attorno alla sonda un campo magnetico molto forte, ma per meno di un millesimo di secondo. Appoggiando questa sonda sul cranio, il campo magnetico induce (senza provocare alcun dolore) un’attività a livello corticale, stimolando le cellule nervose. Dopo il trattamento, ai pazienti è stato chiesto di dare un nome alle immagini che apparivano su uno schermo. I ricercatori, valutando con un test l’accuratezza delle risposte, hanno osservato in tutti e 15 i soggetti un miglioramento di quel particolare disturbo del linguaggio detto “anomia”, cioè l’incapacità tipica dei malati di Alzheimer di reperire i termini necessari per esprimere un concetto o per denominare un oggetto o una azione.
Lo studio verrà presentato domani 19 dicembre in occasione dei dieci anni dell’Istituto, alla presenza del ministro della Sanitá Livia Turco. La ricerca, ancora in fase sperimentale, apre la strada a nuovi studi sugli effetti terapeutico-riabilitativi della stimolazione magnetica transcranica nei pazienti con malattie neurodegenerative. Resta però ancora da capire per quali pazienti sia più utile il trattamento, quale sia la forma migliore di applicazione dello stimolo elettromagnetico, quanto a lungo persistano gli effetti terapeutici e come sia possibile mantenere il miglioramento ottenuto. (e.m.)





