Vaccini Covid, cosa deve fare chi è allergico agli eccipienti

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Immagine di ronstik via Pixabay

Ci sono persone allergiche ai componenti dei vaccini anti Covid-19? E come devono regolarsi? In generale chi ha qualche allergia (respiratoria, alimentare, cutanea o a farmaci), ma non agli ingredienti del vaccino, può vaccinarsi in tranquillità. Qualche accortezza in più deve essere presa da chi ha avuto in precedenza uno shock anafilattico causato da qualsiasi allergene e da chi sa di essere allergico agli eccipienti dei vaccini. Oggi, due studi, appena presentati al meeting annuale dell’ACAAI (American College of Allergy, Asthma andImmunology), rassicurano però anche rispetto a questo scenario. Nelle due ricerche, una parte dei pazienti che aveva segnalato reazioni a un eccipiente (il glicole polietilenicoPEG), contenuto nei vaccini anti Sars-Cov-2 a mRna, ha comunque ricevuto l’immunizzazione anti-Covid senza particolari problemi.

I risultati, ancora su un campione ristretto di persone, confermano quanto già raccomandato dagli specialisti delle società scientifiche. In casi di questo genere, infatti, gli esperti indicano a chi è allergico una valutazione accurata prima di escludere completamente la vaccinazione (qui tutte le controindicazioni).

Cosa deve fare chi è allergico

Chi ha qualche allergia ma non ha mai avuto uno shock anafilattico, un evento che mette a rischio la vita, può comunque vaccinarsi, di solito senza problemi, rimanendo presso il centro vaccinale solo 15 minuti dopo la somministrazione. Chi in precedenza ha avuto una reazione anafilattica, causata da un qualsiasi allergene, dovrà restare più tempo in osservazione presso l’hub. In generale si può stare tranquilli: nei vaccini anti-Covid c’è soltanto un componente, il PEG, che in rari casi può scatenare queste reazioni. È un eccipiente utilizzato come stabilizzatore delle nanoparticelle lipidiche dei vaccini a mRNA, ma è presente anche in altri farmaci. In rarissimi casi, sottolineano gli esperti, si può avere un’allergia a questo polimero. Tuttavia, in queste circostanze non sempre la vaccinazione è da escludere.

Chi deve prestare attenzione al PEG

Chi è allergico e ha avuto nel corso della vita shock anafilattici deve chiedersi se in passato ha avuto reazioni anche a questo eccipiente. Ad oggi, però, per chi non ha un’allergia già documentata al PEG non sono raccomandati test per verificarla prima del vaccino. Questo perché generalmente, come spiega Luciana Indinnimeo, professoressa in Pediatria presso la Sapienza Università di Roma e direttore di Area Pediatrica, rivista della Società Italiana di Pediatria (SIP), la persona è già venuta a contatto col composto ed è a conoscenza dell’ipersensibilità. Il PEG, infatti, è utilizzato in vari farmaci, in cosmetici e prodotti per la casa. In ogni caso, in presenza di dubbi, è meglio scioglierli col proprio medico.

Chi invece ha prova di avere quest’allergia deve prestare maggiore attenzione. In particolare, prima di vaccinarsi deve effettuare una consulenza allergologica mirata, come sottolinea la SIP, in ospedale e non nel centro vaccinale. La valutazione preventiva serve a quantificare l’entità dell’allergia ed eventualmente a delineare un protocollo per ricevere il vaccino in sicurezza. A Venezia, ad esempio, all’ospedale Angelo di Mestre i medici hanno adottato, in un paziente allergico al PEG, un particolare metodo per ridurre i rischi. La procedura si è basata sulla vaccinazione frazionata, ovvero su inoculazioni progressive, che abbassano il carico del componente verso cui si ha l’ipersensibilità.

Cosa dicono i due studi americani

Nei partecipanti con reazioni allergiche al PEG (spesso lievi), il vaccino anti Sars-Cov-2 è stato somministrato in sicurezza e non ci sono stati eventi avversi degni di nota. Nel primo studio, su 100 pazienti che hanno segnalato un’ipersensibilità al PEG con un’intolleranza e sintomi gastrointestinali, la vaccinazione non era da evitare a priori, secondo i ricercatori. “In questi casi è improbabile che ci sia una vera allergia”, rimarca il coautore Miguel Park, “e non si dovrebbe posticipare la vaccinazione. È importante distinguere le reazioni allergiche da quelle non allergiche”. Il secondo studio ha preso in considerazione 25 volontari che hanno riferito un’allergia documentata clinicamente. In questo campione 23 persone avevano avuto qualche reazione dopo la prima dose dei vaccini anti Sars-Cov-2.

Prima di sottoporsi alla seconda dose, i volontari sono stati sottoposti a un’attenta valutazione clinica. La consulenza ha consentito di stimare l’intensità dell’ipersensibilità e capire chi poteva ricevere il richiamo senza grossi problemi. Alcuni partecipanti, cui è stata consigliata anche la seconda dose, hanno poi manifestato sintomi lievi e attesi. Gli specialisti hanno sconsigliato il richiamo soltanto a 2 persone. L’allergologo e coautore Benjamin St. Clair spiega che questa è una prova di come un’accurata valutazione può aiutare a riconoscere chi può fare il vaccino in sicurezza.

Vaccini Covid, pochi eventi avversi gravi

Le statistiche sugli eventi avversi associati ai vaccini anti coronavirus sono piuttosto rassicuranti. Secondo l’ultimo Rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), l’incidenza di reazioni avverse gravi dopo l’inoculazione è di 17 casi su 1.000.000 dosi somministrate. Non ci sono però i dati degli shock anafilattici e dunque le informazioni sui rari casi sono carenti. “Continuano a non essere segnalati decessi a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche importanti”, si legge nel rapporto. “Mentre è frequente che il decesso si verifichi a seguito di complicanze di malattie o condizioni già presenti prima della vaccinazione”. Si parla fortunatamente di pochissimi casi: 2 morti ogni 10 milioni di dosi.

Riferimenti: meeting annuale di ACAAI

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