Il vaiolo delle scimmie arriva in Europa

(Foto: Rushen/Flickr/CC)

Il vaiolo delle scimmie è arrivato in Europa. E più precisamente nel Regno Unito, dove il paziente infetto, che si ipotizza essere un ufficiale della marina nigeriana, si sta sottoponendo alle cure necessarie presso l’unità infettiva del Royal Free Hospital di Londra. Secondo le autorità sanitarie inglesi, il paziente ha contratto il virus a Lagos, in Nigeria, e ha poi raggiunto in aereo Londra.

Il vaiolo delle scimmie è una rara malattia infettiva causata dal Monkeypox virus, del genere Orthopoxvirus (simile al Variola, il virus del vaiolo), e deve il suo nome al fatto che fu osservata per la prima volta nel 1958 in alcune scimmie di laboratorio. Presente per lo più nei paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale, si manifesta con sintomi molto vicini al vaiolo, anche se risulta meno letale: come riporta Epicentro, in Africa è fatale in circa il 10% dei casi, mentre per il vaiolo umano la percentuale di decessi era circa del 30% prima che fosse eradicato. I sintomi, che possono presentarsi anche un paio di settimane dopo il contagio, sono febbre, brividi, mal di testa e dolori muscolari e successivamente eruzione cutanea, con vescicole e pustole, che inizia solitamente sul volto.

In questi giorni, l’agenzia governativa Public Health England (Phe) sta tranquillizzando i cittadini britannici sul fatto che il contagio avviene molto difficilmente e che i pazienti solitamente guariscono entro 2 – 4 settimane. Le autorità sanitarie, inoltre, stanno cercando di contattare le persone che si trovavano sullo stesso volo del paziente infetto. “Le persone senza sintomi non sono considerate contagiose ma, per precauzione, coloro che sono stati in stretta vicinanza verranno contattati per garantire che se si ammalano possono essere curati rapidamente”.

“È una malattia rara causata dal virus del vaiolo delle scimmie ed è stata segnalata principalmente nei paesi dell’Africa centrale e occidentale”, ha spiegato in una dichiarazione il direttore dell’unità infettiva del Royal Free Hospital Michael Jacobs. “Non si diffonde facilmente tra le persone e il rischio di trasmissione al pubblico in generale è molto basso. Tuttavia, stiamo utilizzando rigorose procedure di isolamento in ospedale per proteggere il nostro personale e i pazienti”.

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