Vita extraterrestre, come potrebbe essere su Titano

Dimenticatevi le cellule per come le conosciamo e dimenticatevi dell’acqua come sostanza vitale. Su Titano, la più grande delle lune di Saturno, la vita potrebbe avere tutt’altro aspetto. Lo sostengono alcuni ricercatori della Cornell University che con un po’ di immaginazione-  ma anche attenendosi alle regole della scienza – hanno immaginato come potrebbero presentarsi le forme di vita sul freddo satellite Titano. I risultati sono stati pubblicati su Science Advances.

Il prototipo elaborato dagli scienziati al computer ha questo aspetto: una membrana costituita da piccoli composti organici azotati (costituiti quindi di azoto, carbonio e idrogeno) e capace di funzionare nel metano liquido (la missione Cassini-Huygens ha infatti suggerito la presenza di mari di metano-etano sul satellite), a temperature di -180 gradi, senza aver bisogno di ossigeno. Gli ingredienti di questa fantascientifica forma di vita (per ora, infatti, si tratta puramento di un modello teorizzato) sono quelli presenti su Titano e i ricercatori si sono limitati a immaginare come potrebbero eventualmente organizzarsi in maniera vitale.

La struttura dedotta dagli scienziati è stata ribattezzata “azotosoma”, in analogia ai liposomi, le vescicole la cui membrana è costituita da un doppio strato fosfolipidico e che sono alla base delle forme di vita sulla Terra. L’azotosoma potrebbe presentarsi anche in maniera alquanto stabile, continuano i ricercatori, sopratutto se costituito da acrilonitrile, un composto realmente presente nell’atmosfera di Titano.

Riferimenti: Cornell University; Science Advances Doi: 10.1126/sciadv.1400067

Credits immagine: James Stevenson

 

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